Sant’Arpino. Donna Clochard gira per il centro storico, l’amministrazione comunale fa chiarezza sulla vicenda
L’Amministrazione Comunale fa chiarezza sugli interventi effettuati dalla Polizia Locale, sui limiti normativi del TSO e sulla collaborazione tra i Servizi Sociali dei due Comuni per individuare una soluzione idonea e rispettosa della dignità umana.
SANT’ARPINO. In merito alle segnalazioni e al dibattito pubblico emerso negli ultimi mesi circa la presenza, nelle piazze del centro cittadino, di una donna in stato di evidente fragilità personale e sociale, l’Amministrazione Comunale intende fare la massima chiarezza sulle azioni intraprese e sulle procedure attuate dalle istituzioni preposte.
L’Amministrazione, unitamente al Comando di Polizia Locale, smentisce categoricamente le ricostruzioni che parlano di inattività o disinteresse istituzionale. Gli agenti della Polizia Locale sono infatti intervenuti a più riprese sul territorio, spesso in sinergia con il personale sanitario del 118, per prestare prima assistenza alla signora e garantire la sicurezza della comunità.
Doveroso, tuttavia, un chiarimento quadro normativo in merito alle richieste di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO):
«Il TSO è una misura sanitaria eccezionale che la legge limita strettamente ai casi di acuta e grave patologia psichiatrica che richieda interventi terapeutici urgenti rifiutati dal paziente», spiegano dall’Amministrazione. «Non si tratta di una misura di ordine pubblico né di un provvedimento repressivo. Nel caso in questione, la signora è stata più volte accompagnata e sottoposta a valutazione presso il Reparto di Salute Mentale di Aversa, i cui specialisti hanno sistematicamente escluso i presupposti sanitari per il TSO, riscontrando invece un quadro di marcata depressione e dipendenze che, per legge, non consente il ricovero coatto».
Parallelamente agli interventi sul campo, la rete dei Servizi Sociali si è attivata per ricostruire la rete familiare della donna, priva di parenti diretti sul territorio. Negli ultimi giorni è stata rintracciata la figlia della signora, contattata per sollecitare una presa in carico affettiva e tutelare.
Fondamentale, in questa complessa vicenda, è la pronta e fattiva collaborazione istituzionale instaurata tra il Comune di Sant’Arpino, dove la donna staziona attualmente, e il Comune di Succivo, dove la stessa risulta avere l’ultima residenza anagrafica. Le due amministrazioni e i rispettivi uffici delle politiche sociali stanno lavorando in stretto coordinamento per individuare la soluzione più idonea, orientata all'inserimento in una struttura d'accoglienza o socio-assistenziale adeguata.
L'impegno delle Istituzioni prosegue quotidianamente, nell'intento di conciliare il rispetto dei diritti e della dignità della persona con la tutela del decoro urbano e della serenità della comunità cittadina.

