Sant’Arpino. Palazzo Ducale nella bufera, annullati in autotutela i permessi a costruire per le opere di urbanizzazione primaria di via della Libertà

SANT'ARPINO. Avviato, dal dirigente dell'area tecnica Vito Buonomo, il procedimento di annullamento in autotutela di alcuni provvedimenti relativi ai permessi a costruire di viale della Libertà.

A seguito della pubblicazione della determina numero 67 del 17 marzo 2021, il dirigente chiese di nominare un legale che con un parere "pro veritate" confermasse quanto determinato o, in caso contrario, indicasse la procedura da adottare per i provvedimenti consequenziali. La determina, in pratica, modificava gli appartamenti da destinare al Comune per l'housing sociale. Inizialmente il cittadino che aveva ottenuto il permesso a costruire (per la realizzazione di circa cento appartamenti) doveva cedere 3 alloggi e tre box auto  ma in data 5 febbraio 2021 ha chiesto la variazione delle unità abitative da cedere al Comune. Una modifica che porta a 4 gli appartamenti da destinare al Comune (insieme a 4 box auto), così come riporta la determina in questione.

Nel parere dell'avvocato, arrivato sulle scrivanie del Municipio di piazza Umberto I qualche giorno dopo, sono state evidenziate diverse anomalie tra cui quelle relative alle opere di urbanizzazione primaria. In base alla convenzione l'ultimazione della rete idrica e fognaria sarebbe dovuta avvenire entro il 31 maggio 2013.

"A fronte di queste tempistiche il permesso di costruire rilasciato al consorzio c2 Nord Ovest di via Libertà - scrive il legale nel parere - per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria risulta datato 7 giugno 2013 ovvero allorquando le tempistiche disposte dalla sopra citata convenzione erano già ampiamente superate. Il signor Elpidio Pezzella, in qualità di presidente del consorzio C2 ha comunicato con una nota del 12 luglio 2013 che i lavori avrebbero avuto inizio solo in data 18 luglio 2013, data successiva al termine di ultimazione delle opere stabilito dall'articolo 15 della convenzione. Risulta che l'amministrazione abbia prorogato i termini di cui al sopra citato articolo 15: agli atti però risulta unicamente la richiesta di proroga di 6 mesi. Richiesta di cui non si conosce il seguito, non essendo dato sapere se l'amministrazione abbia effettivamente modificato i detti termini e con che modalità siffatta modifica sia avvenuta".

In un passaggio del legale, riportato sul provvedimento di annullamento in autotutela sottoscritto da Buonomo, viene evidenziato che:"il geometra ammette che il p.d.c. in parola è stato rilasciato in violazione dell'art. 15 della convenzione il quale prevede che "il mancato rispetto del termine di ultimazione della rete fognaria e idrica comporterà la risoluzione della convenzione"; termine stabilito dalla medesima disposizione alla data del 31 maggio 2013. A fronte del detto termine, il p.d.c. numero 63/2013 ha previsto una diversa tempistica dell'inizio dei lavori, illegittimamente posticipata, peraltro unilateralmente, al 22 luglio 2013 ovvero ad una data addirittura successiva a quella stabilita con la convenzione per la fine dei lavori".

Con queste premesse Buonomo ha provveduto ad avviare il procedimento di annullamento in sede di autotutela dei seguenti titoli abilitativi e degli atti preordinati, connessi, collegati e conseguenti, rilasciati o formatisi per silenzio-assenso: permesso di costruire numero 63 rilasciato il 7 giugno 2013, permesso di costruire numero 43 rilasciato il 24 giugno 2015 e determina numero 207 del 17 novembre 2020.

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