Sant’Arpino. Quattromani ” Ecco tutte le mie perplessità sull’adesione alla Acquedotti SCPA”.

Sant'Arpino     Riceviamo e pubblichiamo dalla consigliera Immacolata Quattromani.

"Ribadisco tutto il mio stupore e la mia perplessità rispetto a questa caparbia intenzione dell’amministrazione di voler aderire al consorzio ACQUEDOTTI scpa. Trascorsi diversi giorni dalla mia richiesta, sono finalmente venuta in possesso della documentazione relativa al tema in oggetto, e bene, nonostante tutti i miei sforzi, dalla lettura di essa non si evince quanto sarà il costo in bolletta che il cittadino dovrà pagare per ricevere questo servizio. Devo evidenziare che lo stesso Sindaco a domanda precisa, anche al comizio che ha tenuto domenica scorsa è sempre evasivo: “Il costo non lieviterà, se lieviterà sarà di poco”.

Come si fa a quantificare il poco? Il POCO non è una misura assoluta ma relativa, un euro per me non ha lo stesso valore di Ronaldo o qualche altro campione che guadagna qualche milione di euro all’anno. Tra i nostri concittadini c’è chi la mattina con un euro prende il caffè al bar e chi invece compra un pezzo di pane per i figli e non può permettersi il caffè. La contraddizione evidente rispetto a quanto dichiarato in campagna elettorale, della necessità assoluta di internalizzare la riscossione dei tributi perché con la IAP vi erano dei costi aggiuntivi di imbustamento, spedizione e quant’altro che gravavano sui cittadini, in questo caso, non vale lo stesso principio? In un intervista video ad AtellaNews il Sindaco candidamente dichiara che il Comune non è in grado di esigere il corrispettivo dell’acqua dai cittadini, devo presumere che non è in grado neanche di esigere gli altri tributi? Allora ribadisco la domanda: Che motivo ha di essere il potenziamento dell’ufficio tributi con consulenze esterne? Cosa ha prodotto? Preciso che non è una critica avversa a singoli professionisti, ma rivolta al sistema di organizzazione paventato e mai realizzato, o meglio realizzato con risultati deludenti, col riconoscimento pubblico che il comune non è in grado di esigere i tributi dai cittadini. Se per ipotesi fosse tutto vero, tutto condivisibile, se l’affidamento all’esterno del servizio idrico fosse cosa buona e giusta, perché la scelta di un affidamento diretto e non una gara pubblica, come per il servizio di raccolta rifiuti, inserendo una clausola ‘sociale’ per l’assunzione dei dipendenti della morente multiservizi che oggi sono impegnati nella manutenzione. Perché affidarsi ciecamente ad un consorzio che annota nei suoi bilanci una passività di 31 milioni di euro che cresce in modo esponenziale di circa 3 milioni di euro l’anno. Passività che saranno sicuramente crediti esigibili, ma sapete i creditori chi sono? I cittadini della compagine societaria pubblica, cittadini che come a Sant’Arpino in numero consistente sono impossibilitati a pagare, così come a Orta, Melito, Cancello ed Arnone, tutti paesi come Sant’Arpino attanagliati negli ultimi anni da una crisi economica definita da molti la peggiore del dopoguerra. Allora mi chiedo:” Sono proprio crediti esigibili?” Sulla carta sicuramente. Condivido col Sindaco che il problema è strutturale, perché i debiti per l’acqua di Sant’Arpino e tutto il circondario sono atavici, ventennali, ma quando il problema è così vasto allora la soluzione non può essere contabile ma esclusivamente POLITICA. Faccio appello a tutte le forze politiche locali e del circondario, ai Sindaci, Deputati, Senatori ed Europarlamentari di ogni schieramento di farsi promotori di una legge di iniziativa popolare per individuare la GIUSTA soluzione del problema, per giusta intendo una qualsiasi soluzione che non sminuisca il ruolo degli enti pubblici e riversano il contenzioso tra il cittadino medio e società di servizi con potere straripante rispetto al cittadino stesso. La prima firma sarà la mia: Immacolata Quattromani".

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