Sant’Arpino. Risorgimento Atellano ” L’opposizione fino ad ora ha scelto la scelto degli attacchi personali, ma noi siamo sempre aperti al confronto”

Sant'Arpino      Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo di Risorgimento Atellano.

"Decidere di aprire la consiliatura con attacchi continui alla maggioranza amministrativa, indipendentemente dalla bontà o meno delle proposte in campo rappresenta, evidentemente, una scelta precisa di conduzione dell’opposizione. Il ché, in verità, un po' ci meraviglia, considerato che qualcuno ha governato fino a qualche settimana fa, mentre altri si candidavano a farlo in nome del “dialogo”. Noi siamo stati sempre convinti che il ruolo delle opposizioni sia un ruolo importante e che ridurre tale ruolo ad indistinti ed istintivi attacchi, spesso di carattere personale, sia poco edificante per chi lo fa, ma soprattutto per quei santarpinesi che comunque hanno deciso di essere rappresentati in consiglio da questa opposizione; ci sembra poco edificante e poco qualificante ridurre ad un livello davvero così poco alto il confronto democratico.

Eppure, l’abbiamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo a maggior ragione adesso che abbiamo vinto le elezioni, siamo aperti a qualsiasi discussione pubblica in merito a qualsivoglia vicenda amministrativa di cui questa opposizione volesse eventualmente parlare. Aperti a farlo in maniera dettagliata e puntuale, nella speranza, che terminata la campagna elettorale, anche l’opposizione voglia avviarsi, nel rispetto dei ruoli assunti da ognuno, nella direzione della risoluzione dei tanti problemi di Sant’Arpino e non di limitarsi alla bagarre, quale unica arma di interlocuzione politica conosciuta. I problemi ci sono e sono tanti, c’è bisogno dell’aiuto di tutti se vogliamo riportare Sant’Arpino ai livelli che merita. Ma veniamo al merito delle cose. Per la mensa scolastica si è aperto un caso rispetto ad una procedura iniziata e stabilita dalla passata amministrazione, che abbiamo fatto nostra in continuità amministrativa di atti che qualche esponente dell’opposizione dovrebbe conoscere meglio di noi e che avrebbe potuto contestare e, volendo, bloccare quando era membro della giunta. Dunque ben prima che venisse stabilito il prezzo base di 3,80 euro. Contestare oggi atti assunti e decisi dallo stesso contestatore ieri, dimostra solamente la strumentalità di tale azione. Azione che rispettiamo ma che, evidentemente, non serve alla città, soprattutto se fatta a pochi giorni dall’inizio delle attività scolastiche e della mensa per i più piccoli. Ma tant’è! Interventi di manutenzione della pubblica illuminazione. Premesso che chi ignora o fa finta di ignorare la necessità e l’urgenza di un tale intervento, quando buona parte del paese era da mesi condannato “all’oscurità quasi assoluta”, è in mala fede e premesso altresì che chi stabilisce la congruità dei prezzi non sono gli amministratori (guai se mai fosse stato o dovesse essere così) ma sono i funzionari, attenendosi pedissequamente a ciò che stabilisce la legge, ci sembra politicamente utile, al fine di evidenziare ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, la strumentalità di talune affermazioni, nonché l’inutilità del ruolo assunto da qualche consigliere comunale: cari consiglieri di opposizione dovreste sapere che “99 lampadine” se collegate all’impianto così come da noi ereditato il massimo risultato che potevano dare era l’esplosione! E’ evidente a tutti, ma dovrebbe esserlo ancora di più a chi queste problematiche le ha vissute a distanze più che ravvicinate, che non si è trattato del cambio di lampadine, bensì del ripristino di una buona parte dell’impianto di pubblica illuminazione; intervento di cui “le lampadine” erano evidentemente l’elemento finale e visibile. Se poi oltre a strumentalizzare si cerca anche di infangare componenti di questa maggioranza che hanno fatto della moralità e, bada bene, non del moralismo il loro agire quotidiano e allora siamo allo squallore e alla malafede e dunque fuori da qualsivoglia ambito politico amministrativo, rispetto al quale non c’è da discutere potendo solo riservarci eventuali azioni a tutela nelle sedi a ciò deputate. Sant’Arpino conta 14 000 abitanti, con qualche centinaia di partite iva, fatte di artigiani, di professionisti, di commercianti, di piccole industrie, di fornitori di servizi vari e sarà capitato in passato, anche in quello recentissimo, che abbiano lavorato per il Comune di Sant’Arpino, in piena legittimità e in piena regola, partite iva che hanno o avevano (magari qualcuno ha divorziato) parentele dirette o indirette con gli amministratori in carica, senza che ciò, a nostra memoria, abbia mai suscitato tante levate di scudi o obiezioni di sorta: come mai? Chissà, evidentemente qualcuno mentre apprezza, o finge di apprezzare, la luce del sole, non apprezza quella delle lampadine quando il sole non c’è e si rimane al buio; vuol dire che ce ne faremo una ragione, continuando ad amare la luce sempre e comunque, ma questo i cittadini santarpinesi lo hanno ben compreso! Veniamo al signor Di Santo: egregio signor Di Santo il prof Giuseppe Limone ha elogiato un assessore che sta egregiamente occupandosi del settore di sua competenza, arrivando ad uscire con la ditta di raccolta ogni mattina presto al fine di assicurarsi che il servizio venga svolto come dovuto. Dovrebbe conoscere abbastanza il prof Giuseppe Limone (da Sindaco Lei gli dedicò, nel 2012, un convegno in onore) da sapere che lo stesso non avrebbe problemi a criticarne l’operato, se tale critica dovesse diventare motivata. D’Altronde Lei, signor Di Santo, è l’esempio più lampante dell’imparzialità del professore. Infatti nella sua prima legislatura, rispetto ad alcune sue iniziative meritorie, quali ad esempio la bonifica delle campagne di “ncopp e santi”, il professore non ebbe problemi ad elogiarla, anche pubblicamente; ma ciò non gli ha certo impedito di criticarla in seguito, quando le circostanze richiedevano tale critica. E poi non si dimentichi che Lei non più di un mese fa, durante l’ultima campagna elettorale dichiarò ai quattro venti, che in caso di vittoria avrebbe indicato anche Lei quale garante il prof Limone: solo perché avete perso il professore non la garantisce più? Come vede la memoria nostra, quella del professore e quella dei santarpinesi è ancora, per sua sfortuna, buona. Tanto buona da non aver dimenticato nemmeno la sua ipotesi di PUC: ne vogliamo parlare?".

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