Succivo, al via domani “AtellArie 2019”. I Brigan per il primo appuntamento della rassegna musicale organizzata dall’Archeoclub

SUCCIVO. Mancano poche ore per l'avvio di "AtellArie 2019", la rassegna musicale organizzata dall'Archeoclub d'Italia sezione "Atella" e curata, tra gli altri, da Pio Del Prete, che inizierà domenica 9 giugno presso la "Casa delle Arti" di Succivo.

Quattro saranno gli appuntamenti musicali legati alla kermesse che durerà tutto il mese di giugno. Quattro appuntamenti imperdibili, a ingresso gratuito, con artisti di spessore legati a doppio filo con l'agro atellano. Ad iniziare saranno i Brigan, domenica sera, nella cavea della Casa delle Arti. Domenica 16 giugno toccherà ai Brew 4et (Luigi Varavallo) e sette giorni dopo sarà la volta di "Alma Partenopea", trio composto da Gianni Guarracino, Leo D'Angelo e Andrea Carbone. A chiudere la kermesse sarà Giovanni Sorvillo insieme ai Tiempo Antico domenica 30 giugno.

"AtellArie perché promuoviamo la musica e le canzoni legate all'area dove una volta sorgeva l'Antica Atella - hanno fatto sapere dal sodalizio culturale guidato da Antonio Tanzillo - Nel campo musicale un'aria è un brano articolato in strofe o sezioni che, nel nostro caso, è prodotto da musicisti atellani. Partiremo con i Brigan, un gruppo che ci porta nel mondo e con la musica, vi assicuro, ci porterà il mondo nella Casa delle Arti"

Co-prodotto da Rocco Pasquariello, “Rúa San Giacomo”, il nuovo disco dei Brigan, vede  il quartetto di Sant’Arpino proseguire nell’originale “camino” di studio e ricerca nel ponente iberico. Costituitosi nel 2009, dopo le esplorazioni “celtiche” a proiezione irlandese e bretone dei primi lavori, nel 2013 il gruppo del casertano si afferma al concorso “Universo Folk” di Oviedo. Da quel momento si tuffa a fondo nello studio delle sonorità della Galizia e delle regioni limitrofe del nord-ovest, tra Spagna e Portogallo, indagandone le analogie ritmiche e gli affini profili melodici con il Sud Italia, realizza incontri sonori, facendo fruttare le lunghe residenze nelle terre iberiche, fondendo «colori, suoni e atmosfere in un unico linguaggio», come scrive il maestro Peppe Barra nelle note di presentazione al disco. Ideato e registrato tra Santiago de Compostela e il paese del casertano, nell’album muiñeira, jota, alala, tarantelle, villanelle e canti trovano sentieri comuni nella cifra artistica dei Brigan, che sono Francesco Di Cristofaro (voce, gaita sanabresa, gaita galiziana, gaita, pito pastoril, low whistle, bansuri, sisco giuglianese, fisarmonica, mandolino, zampogna), Ivan Del Vecchio (mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, chitarra dodici corde), Simone Lombardi (cori, castagnette, unghie di capra, bombo, vieiras), Gabriele Tinto (cori, tammorre, tamburelli, pandero cuadrado, pandero de peñaparda, pandereta galiziana, pandereta asturiana, pandereta cantabrica, vieiras, tambor, sanabrese, tamboril galiziano, bombo, tromba degli zingari, castagnette).

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