Succivo, consulta Casale Teverolaccio. Terzavia si tira fuori. “Non è più un bene pubblico e non avrebbe senso nessun tipo di ragionamento”

SUCCIVO. Non parteciperà alla consulta per l'affidamento della gestione degli spazi del Casale di Teverolaccio, il gruppo di opposizione "Terzavia".
"TerzaVia non parteciperà a nessuna consulta relativa al Casale di Teverolaccio - fanno sapere dal sodalizio giallo verde - perché il Casale di Teverolaccio non è più un bene pubblico e quindi non avrebbe più senso nessun tipo di ragionamento. L’attuale maggioranza, in continuità con la precedente stessa maggioranza, deve prendersi la responsabilità politica di aver letteralmente privatizzato il Casale, cedendolo a Fondazione con il Sud per un buon 80% per i prossimi 10 anni. Infatti il casale sarà gestito da un partenariato che addirittura vede anche chi per dieci anni ha messo cancelli e ha mascherato quello che oggi alla luce del sole si dice essere un ristorante in piena regola. Non è possibile più intervenire in quanto il Comune di Succivo ha firmato la convenzione che da pieni poteri al partenariato in cui addirittura vi troviamo anche l’associazione culturale del Sindaco ( a questo punto non resta che fidarci di quanto ci è stato detto e cioè la loro presenza sarà da argine ai soliti comportamenti di cui siamo stati abituati per dieci anni). Se ristorante deve essere allora che ristorante sia! Ma chiederemo in consiglio comunale che il bando preveda costi di affitto in linea con quelli imposti dal mercato e soprattutto chiederemo il pagamento di ogni tipo di tassa per eventuali occupazioni di suolo per cerimonie e comunioni al di fuori dei due locali messi a bando. Se dobbiamo accontentarci di poche migliaia di euro, e paradossalmente, pagamento in natura come se la pulizia del Casale non giovasse in primis alle attività commerciali presenti, proporremo di far diventare i due locali messi bando "una casa della cultura" ed essere l’estensione della biblioteca e diventare centro di incontro, studio e di formazione. Per gli orti urbani, invece, presenteremo la nostra proposta per crearne almeno altri cento ed estendere questo bellissimo servizio a tutta la cittadinanza sul modello della Masseria Ferraioli di Afragola, bene confiscato che che ha visto la nascita di ben 308 orti urbani a costi praticamente irrisori per un Comune e con la piena e democratica partecipazione di tutti".
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