Viaggio odissea su Italo per una professoressa di Cesa

bigliettiCesa    Incredibile disavventura per una docente di Cesa, A. O. La donna, che lavora in una scuola di Firenze, stamattina alle ore 11:33 si è messa a bordo del treno Italo nr.9909 che dal capoluogo toscano doveva portarla a Napoli Centrale. La professoressa era in possesso di un biglietto di classe economy in ambiente smart acquistato lo scorso 4 aprile presso la biglietteria Italo di Firenze. Appena seduta al posto 44 della carrozza 7, l’amara sorpresa. Un controllore visionato il biglietto dell’insegnante atellana ha sostenuto che lo stesso non costituisse un valido titolo di viaggio, in quanto, a suo dire, la donna avrebbe dovuto acquistare anche un biglietto di ritorno per usufruire del prezzo agevolato del biglietto. Immediatamente la docente ha fatto presente che al momento dell’acquisto del titolo di viaggio alcuna condizione gli era stata posta e che lo stesso era stato rilasciato da personale di Italo.

Ciononostante il personale della compagnia privata ha richiesto il pagamento dell’intero titolo di viaggio maggiorato del sovrapprezzo per totali 143 Euro. A questo punto la donna si è rifiutata di pagare la somma, invitando il personale di Italo a inviare la predetta richiesta di pagamento, che lei avrebbe comunque provveduto a contestare nei termini e nei modi di legge, presso il suo domicilio.

Convinta di aver per il momento risolto la paradossale vicenda, la professoressa ha proseguito il suo viaggio, fino a quando il treno è arrivato alla stazione di Roma Tiburtina. Appena giunti nella Capitale, si è fatto di nuovo vivo il personale di Italo che ha chiesto alla docente di scendere. Naturalmente l’insegnante si è rifiutata dicendo di essere in possesso di un titolo di viaggio valido. A questo punto è dovuta intervenire la Polizia Ferroviaria che ha invitato la donna di Cesa a scendere dal treno in quanto in caso contrario il capotreno aveva minacciato di non far proseguire la corsa del treno.

Scioccata ed in lacrime la docente ha accettato di scendere solamente per senso di responsabilità, al fine di arrecare un danno agli altri viaggiatori. La donna, una volta a terra, si è vista suo malgrado costretta a prendere un intercity di Trenitalia con la quale è poi arrivata ad Aversa.

Sono davvero sconvolta per quanto accaduto- dichiara la donna- e soprattutto del comportamento del personale di NTV che nonostante fossi in possesso di un titolo di viaggio valido mi ha costretto a scendere dal treno. Ovviamente ho già dato mandato al mio legale di procedere in tutte le sedi per ottenere il risarcimento dei danni, anche morali, subito, per quello che doveva essere un tranquillo viaggio di ritorno a casa e che invece si è trasformato in un’odissea per ragioni che nemmeno mi sono state spiegate”.

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