CacAtella e la Festa Patronale di Succivo

CacAtella - n. 03

da lospaziodianton.it

Di Vittorio Errico

In un luogo dove le nuove generazioni lottano per la sopravvivenza.

In un luogo dove chi sogna, lo fa con il sonno degli altri, perché ha ancora da lavorare altre tre ore prima di staccare il turno di notte.

In una terra piena di appartamenti costruiti sui mutui a tasso variabile, con ampio salone, due bagni, tre camere da letto e una cucina abitabile, con tinello e cuccia per il cane… in soli 80 metri quadrati.

In un paese fatto di: Adesso si che funzionano le cose, non quando cera lui… non LUI LUI, ma il Lui dopo di Lui.

Insomma, in un paese non proprio lontano dal mio, vive una battaglia che si perpetua da molti anni.

In quello stesso posto dove ogni santo anno, la terza domenica di luglio, gli occhi sono tutti puntati al cielo.

***Lui - Sarà come l’anno scorso?***

***L’altro - Io ho la pelle d’oca.***

***Lui - Vuoi un pistacchio? Dicono che sono venuti dalla Sicilia.***

***L’altro - Ma chi…i pistacchi?***

***Lui - Ma qua pistacchi Giovà… i fuochisti!***

Eppure quest’anno serpeggia una domanda sibillina.

È da molto che qualcuno già si chiede il perché di una scelta così radicale.

C’è chi si è già dato una spiegazione legata a mere questioni di budget.

Chi da la colpa al sistema degli impresari.

Chi dice che c’entra lo zampino di Stefano de Martino: che si è preso tutti i neo melodici a Sanremo, e non se ne trovano più… nemmeno in saldo.

***Ma come? - si domanda zi Gaetano - Nu grande Tony Colombo, ce faceva arrecriare! ***

***Il nipote - Ma no zio! Tony Colombo per ovvie ragioni non poteva venire. ***

***ZI Gaetano - Si, non era ai livelli di Franco Ricciardi, ma comunque fa belle canzoni, quasi comm ‘e soie. Forse teneva n’impegno già prugrammate?***

***Il nipote - Si zio… un impegno con la firma tutte le mattine.***

Sta di fatto che a chiederselo quest’anno sono in tanti.

La scelta del cantante del cuncertino è sempre stata l’elemento cardine delle domeniche in piazza.

Spesso con fazioni opposte che si contendevano il fazzoletto della critica, a colpi di:

***Lui - Io ho suonato venti anni, so bene come funzionano cerette cose.***

***Sempre Lui - Conosco il cugino, del cognato, del fratello, del batterista di Ligabue.***

***L’altro - E perché non lo chiami.***

***Lui - Perché non se lo meritano a Ligabue quelli del comitato festa.***

***L’altro - Hai ragione, l’anno che viene non gli do nemmeno un euro.***

Una cosa e certa, quest’anno l’orgoglio di molti Succivesi, è stato colpito profondamente.

Si è sentito anche di qualcuno che voleva cambiare residenza e trasferirsi a Cesa.

Ma in sostanza, a quegli ultimi succivesi temerari e patriottici, gli rimane sempre un’ultima speranza.

Che l’anno prossimo venga Franco Ricciardi a risollevare le sorti di una festa patronale, difendendo la tradizione del cuncertino.

Dimenticavo che Franco Ricciardi è venuto già l’anno scorso…

Devo chiedere a zi Gaetano se tiene qualche altra idea.

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