CacAtella e la Sagra del Casatiello

CacAtella
da lospaziodianton.it
(di Vittorio Errico)

SANT'ARPINO. Un un territorio dove tutto viene chiamato Atella, e che di questo termine si riempiono la bocca in tanti senza nemmeno sapere di cosa si stia parlando, c’è un posto dove le opinioni partono dal basso. Ma non dal basso che si intende normalmente.

Tu, comune lettore penserai: dal popolo. Più basso di quello?

Invece ti stupirai a scoprire che, giace sul marciapiede, di una piazza stanca, vissuta da gente distratta, una cacata.

Non è una grande cacata.

Sai quegli stronzi giganti preceduti da tuonanti proclami flatulenti e petuosi.

Nulla di tutto questo.

Su quel marciapiede, come direbbe il poeta “Dint a na sfera e sole” giace una piccola cacata…

una CacAtella.

Intorno a questo piccolo lembo di terra dimenticato da Dio volteggiano, due ditteri di muscidiana dinastia, discendenti dinastici della superfamiglia Muscoidea.

Costoro sono, da pochi conosciuti, con il nome di Musca domestica.

I più li conosceranno con il nome volgare e poi italiota di Mosche.

Proprio lì vedi volteggiare, talvolta uno, oppure due insetti volatili, che di tanto in tanto, li vendi intenti a sorbirsi, piccoli bocconi di opinioni basse. Opinioni che avranno difficile accesso alle alte stanze dei massmedia.

In questo spazio fuori dal tempo, e soprattutto, sempre presente nelle nostre vite, perchè: Chi non ha mai fatto una CacAtella nella vita.

Lo facciamo tutti, risulta essere il secondo o terzo atto nella vita dopo il respirare e piangere.

Eppure intorno a quest’atto quotidiano volteggiano momenti di indiscussa attività d’opinione.

CacAtella si pone al centro del dibattito publico raccogliendo, masticando, digerendo e poi defecando, quelle che sono le opinioni controverse che serpeggiano fra i vicoli e le strade atellane; regalando a chi legge (magari sulla tazza del bagno) perle di ottimismo, e considerazioni che partono dal basso.

Da molto in basso.

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