Emergenza Rifiuti e Roghi. I sindaci dell’Agro Aversano scrivono alle autorità

Agro Aversano   I sindaci dei comuni di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d'Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, Sant'Arpino, San Cipriano, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, facenti parte del c.d. comprensorio dell’agro aversano, tutti ricadenti nel perimetro geografico del territorio tristemente noto come “Terra dei Fuochi” hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta Regionale della Campania, Vincenzo De Luca, al Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, al Prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto, all'Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi della Regione Campania, Gerlando Iorio, al Presidente dell’Ato Rifiuti, Antonio Mirra, al Commissario ARPAC, Luigi Stefano Sorvino,  per "illustrare, con estrema preoccupazione, una serie di problematiche che attengono i temi in oggetto e che richiedono una risposta coordinata, risoluta e tempestiva".

" Appare evidente che la questione rifiuti, strettamente connessa a quello dei roghi, e più in generale il tema della tutela dell’ambiente, nelle nostre zone continua a rivestire i caratteri della emergenza. In queste ore i sindaci e le comunità sono costretti a “subire” problemi connessi al blocco degli impianti per il trasferimento dell’umido, nonostante i prezzi “enormi” sostenuti per lo smaltimento. I sindaci e le comunità sono costretti a “subire” rallentamenti per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato, inoltre alcuni impianti che “stoccano” gli ingombranti ed i RAEE hanno comunicato settimane di chiusure, il tutto con ripercussioni sulla raccolta. All’inizio di settembre ci sarà, poi, la chiusura del Termovalorizzatore di Acerra, per manutenzione, per circa 40 giorni. Sia il Presidente dell’Ato Rifiuti, Avv. Antonio Mirra, sia il Presidente della Provincia di Caserta, Avv. Giorgio Magliocca, hanno annunciato che non vi sarà nessuna crisi in materia di rifiuti, dato che questi saranno stoccati presso l'impianto STIR di Santa Maria Capua Vetere ed i flussi verranno poi opportunamente gestiti attraverso il trasferimento fuori regione ed all’estero. E tuttavia preme rilevare che ciò comporterà, in ogni caso, un aumento dei costi che, alla fine, saranno sostenuti dai cittadini. Continuano, nel frattempo, gli episodi di roghi tossici, nei vari punti del comprensorio.   Attraverso l'Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi della Regione Campania, si sono ipotizzate delle misure di contrasto al fenomeno, quale la gestione associata del comando dei vigili urbani ed i controlli con l’Esercito Italiano. Gli enti locali, purtroppo, riscontrano carenze di personale e di strumenti adeguati, per cui non sempre vi è la possibilità di avere, ad esempio, i vigili urbani per effettuare questo tipo di azione.   Il Protocollo di intesa, che istituisce in via sperimentale il “Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti”, sottoscritto a proprio a Caserta il 19/11/2018, che prevede una serie di misure di intervento per la tutela della salute della popolazione, la tutela ambientale e dell'ecosistema, il presidio ed il controllo del territorio, nonché la prevenzione degli incendi di rifiuti, non si è ad oggi rivelato efficace per superare la fase emergenziale che si sta oggi attraversando.   Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, per i sottoscritti sindaci è necessario:  
  1. Intraprendere azioni comuni che consentano di superare, in maniera definitiva, la fase dell'emergenza.
Ciò può essere possibile solo attraverso il completamento del ciclo integrato dei rifiuti. In primo luogo, proprio per affrontare il tema dello smaltimento dell’umido, è necessario realizzare tempestivamente gli impianti di compostaggio.
  1. Individuare soluzioni condivise per quanto riguarda lo smaltimento del rifiuto indifferenziato, prevedendo soluzioni strutturali che consentano di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti, anche nei periodi di manutenzione degli impianti.
  2. Istituzione e finanziare un fondo destinato agli enti locali per fare fronte ai maggiori oneri di smaltimento della frazione indifferenziata nel periodo di chiusura del termovalorizzatore di Acerra.
  3. Promuovere azioni pratiche positive come il “compostaggio domestico” ed il “compostaggio di comunità”, nonché rafforzare le relative campagne di sensibilizzazione.
  4. Promuovere azioni pratiche positive per la riduzione dell’utilizzo della plastica ed attivare misure per incentivare l'utilizzo di materiali compostabili, anche alla luce delle recenti direttive comunitarie, prevedendo sgravi tariffari.
  5. Intraprendere azioni comuni di presidio e controllo del territorio, finalizzate in primis alla prevenzione dell'abbandono illecito dei rifiuti.
  6. Con riferimento all'azione precedente, per quanto riguarda il controllo del territorio, occorre specificare che l’Esercito Italiano non ha potere di Polizia Giudiziaria. Dunque l’azione di repressione non può essere svolta dai militari, senza l’ausilio di altri corpi. Per questa ragione è necessario istituire un Nucleo apposito di forze di polizia giudiziaria per condurre, in questa zona, una vera e propria azione di controllo e repressione sul territorio.
Occorre presidiare i punti conosciuti, ove vi è lo sversamento illecito dei rifiuti o i punti “sensibili”, che potrebbero essere oggetto di incendi dolosi.
  1. Gli enti locali, di questa zona, necessitano di risorse statali per poter effettuare assunzioni in materia di polizia locale, anche in maniera temporanea. Solo la presenza di risorse umane, può consentire di sviluppare quei controlli necessari sotto il profilo ambientale.
Le assunzioni potrebbero essere a tempo determinato e finanziate con fondi statali, senza tener conto delle capacità assunzionali ordinarie, ma solo della estensione territoriali e delle criticità. Tale possibilità dovrebbe essere estesa a tutti gli enti locali, anche a quelli in pre-dissesto o in dissesto finanziario.
  1. Attivare azioni di supporto per la bonifica delle aree interessate da abbandono illecito dei rifiuti.
A tale riguardo, si chiede che i costi per le bonifiche, intese in senso generale, vadano esclusi dal conteggio del c.d. “equilibrio di bilancio”.
  1. Finanziare ed incrementare il fondo per i contributi, agli enti locali, per la bonifica da amianto per gli edifici pubblici, da parte della Regione Campania.
  2. Istituire un apposito fondo, affinché gli enti locali possano effettuare le bonifiche dei siti privati, in danno dei privati, cedendo, il relativo credito, alla stessa Regione.
  3. Intraprendere azioni comuni per la tutela della salute della popolazione, attraverso il registro tumori ASL Ce e ASL Napoli 2 Nord, con la richiesta di dati epidemiologici relativi all'incidenza tumori in base a criteri di georeferenziazione, nonché attraverso l'implementazione di uno screening tumori colon-retto, cervice uterina e mammella.
  4. Intraprendere azioni comuni per la verifica della qualità dell'aria ed il controllo delle emissioni odorigene.
  Con l'occasione si chiede, inoltre, all'Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi dei rifiuti in Regione Campania, un incontro di coordinamento dei Sindaci per la valutazione dei dati aggiornati, l'attuazione del Piano d'azione per il contrasto dei roghi e per la condivisione dei programmi di prevenzione, nonché per:
  • l'implementazione dei piani di coordinamento delle attività di controllo e vigilanza sui siti di stoccaggio di rifiuti sensibili e di prevenzione e contrasto dei roghi:
  • l'aggiornamento del censimento delle aree da indagare e dei siti interessati da abbandono e rogo di rifiuti e messa a sistema degli impianti di gestione dei rifiuti;
Infine, nell'ambito della definizione sullo stato dell'arte dell'attuazione delle misure individuate dal Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti della Presidenza del Consiglio dei Ministri si chiede:
  • Alla Regione Campania, lo stato di attuazione dei sistemi di rilevamento e monitoraggio con sistemi APR (droni) sull'area definita Terra dei Fuochi e della relativa implementazione dati in collaborazione con l'Aeronautica militare (Azione 7 del Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti, siglato a Caserta il 19/11/2018. Tale azione è relativa alla realizzazione di una rete di monitoraggio del territorio attraverso postazioni fisse sui territori dei comuni interessati, sensori radar integrati, impianti di videosorveglianza e l'utilizzo di droni ed altri velivoli a pilotaggio remoto. Tempistica: entro 60 giorni dalla sottoscrizione del protocollo);
  • Al Ministero dell'Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, al Ministero della Difesa ed alla Regione Campania, le misure relative all'implementazione di una rete di sicurezza e videosorveglianza attraverso una centrale di controllo permanente (Azione 8 del Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti. Tempistica: entro 30 giorni dalla sottoscrizione del protocollo);
  • Al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministero dell'Interno, alla Regione Campania, l'aggiornamento del portale Prometeo (Azione 10 Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti. Aggiornamento del Portale Prometeo e applicazioni mobili per il coinvolgimento dei cittadini nelle attività di presidio del territorio. Tempistica: entro 90 giorni dalla sottoscrizione del protocollo)".
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