Lettera aperta degli ex sindaci Franco Papa e Giovanni D’Elia al direttore di Campania Notizie Mario De Michele. “Gradiremo confrontarci con te sul ruolo del giornalista fra libertà di pensiero e rispetto della dignità delle persone”

Area Atellana     Ospitiamo la lettera aperta dell'ex sindaco di Succivo, Franco Papa, e dell'ex sindaco di Sant'Arpino e giornalista, Giovanni D'Elia, indirizzata al direttore di "Campania Notizie", Mario De Michele.

"Caro Mario, Ci rivolgiamo a te per un appello, che facciamo in nome di una comune colleganza professionale e umana. Come ben sai, uno dei firmatari è un tuo collega ed entrambi abbiamo avuto il piacere di conoscere, frequentare, apprezzare e stimare più di un tuo parente. Un nome per tutti, il mai dimenticato Enzo De Michele, Sindaco di Cesa,stimato dirigente della DC provinciale, regionale, Assessore del Comune di Napoli. E non lo facciamo per tentare una “captatio benevolentiae”, ma per sottolineare una comunanza di radici e visione sulla base della quali vorremmo fare una comune riflessione con te sul ruolo, sulla funzione e l'importanza che riveste l'informazione. Tu, consentici di dirtelo con assoluta franchezza, per il ruolo che rivesti nella qualità di direttore di “ Campania Notizie”, per la qualità, la competenza e la professionalità, con cui svolgi tale ruolo, non puoi, poi, mettere a rischio tali riconosciute qualità con l'attività di informazione che svolgi da tempo nella nostra area territoriale, soprattutto nei Comuni di Orta di Atella, Sant'Arpino e Succivo, rispetto alle iniziative in particolare degli amministratori e dei loro collaboratori istituzionali. Se l'informazione deve avere la funzione di essere il cane da guardia dei poteri, a te non sfugge che tale funzione va esercitata nel rispetto assoluto dei diritti e delle garanzie costituzionali dei cittadini. E se è sacrosanto e inalienabile il tuo diritto di cronaca, non può sfuggire a te che “La libertà di manifestazione del pensiero, sancita dall'articolo 21 della nostra Costituzione, non va intesa solo come riconoscimento del diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, ma anche come diritto al silenzio (ossia diritto di non esternare ciò che si pensa), come diritto di utilizzare ogni mezzo tecnico per diffondere il proprio pensiero e come libertà di informare (cioè di diffondere liberamente notizie) e di essere informati.”. Sebbene, come tu sai, questo sia l'unico limite legislativamente previsto, “la corte Costituzionale ha riconosciuto l'esistenza di alcuni limiti impliciti, giustificati dalla necessità di tutelare situazioni egualmente rilevanti dal punto di vista costituzionale” e che riguardano la libertà e il rispetto della dignità delle persone, articoli 2 e 3 della Costituzione. Infatti, ci viene ricordato che innanzitutto la libertà di manifestazione del pensiero “deve rispettare il diritto alla riservatezza e il diritto all'onore della persona, i quali ricevono una tutela rafforzata dalle norme penali che puniscono i reati di calunnia, ingiuria e diffamazione”. E se è così, ed è così, ha senso infarcire, ripetiamo, il tuo sacrosanto diritto di cronaca con riferimenti che poco o nulla hanno a che fare con i fatti, comunque sempre da dimostrare, che tu denunci? Fare informazione non significa parlare e fare mostra di sé; amplificare la comunicazione con riferimenti, soprattutto negativi rispetto a dati sensibili delle persone, non è corretto deontologicamente; diritto di cronaca non significa contrastare o aggredire l'interlocutore; colorire i fatti ed enfatizzare difetti fisici o situazioni familiari irrilevanti ai fini della denuncia di fatti, per sorprendere, insinuare, sedurre il lettore per aumentare l'audience è cattiva informazione; ricorrere a un linguaggio becero e lesivo della dignità altrui è mancanza di rispetto. Il ruolo del giornalista, ci ricorda Ivano Dionigi di “Avvenire” nel fare informazione deve deve avere la funzione di "Comunicare", che è "condividere (cum) la propria funzione, il proprio dovere, il proprio dono (munus). Il suo significato autentico, oltre a smascherarne le forme di devianza, ne rivela tutta la carica responsabile, positiva, finalizzata alla difficile bellezza del bene. Il bene "comune", appunto. Siamo certi che tu ti riconosca in tali principi e gradiremmo, se a te fa piacere, affrontare tali temi nel corso di un convegno pubblico, in una sede di tuo gradimento e con interlocutori di garantita terzietà, per rinnovarti pubblicamente e con maggiore forza la nostra solidarietà e la condanna di ogni forma di violenza e di intimidazione per chi fa il difficile e responsabile mestiere di giornalista e riaffermare che il sacrosanto diritto di cronaca non può essere disgiunto dall'altro sacrosanto diritto del rispetto della dignità delle persone di cui si parla nei nostri articoli. Con viva cordialità. 11 Gennaio 2020 Francesco Papa, già Sindaco di Succivo Giovanni D'Elia, già Sindaco di S.Arpino e giornalista".

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