Mancato sostegno economico agli odontotecnici, Nicola Chianese scrive a Sonia Palmeri, assessore regionale al lavoro

SANT'ARPINO. Ha evidenziato i problemi che stanno interessando la categoria degli odontotecnici, Nicola Chianese, ex dirigente di Confartigianato Imprese Campania che, in una lettera indirizzata all'assessore regionale al lavoro e alle risorse umane Sonia Palmeri ha esposto le problematiche che hanno interessato la categoria professionale a cui appartiene.

"Nei giorni scorsi ho avuto modo di studiare il Bando di Avviso Pubblico Regionale per il sostegno di 2000 euro una tantum disposto per le imprese ed i professionisti esercenti nel territorio campano. - scrive Chianese nella missiva indirizzata all'assessore Palmeri - Ebbene con stupore, spulciando i codici ATECO allegati all’avviso, e successivamente con chiarimenti pubblicati dalla Regione stessa, ho constatato che di tale sostegno economico saranno beneficiari solo quelle imprese (codici ATECO alla mano) che sono state sottoposte a chiusura dai DPCM di Marzo 2020 escludendo quindi tutta una serie di attività (compresa la mia io sono un odontotecnico) che su disposizione degli stessi decreti potevano e dovevano restare aperti, per garantire fra l’altro all’intera comunità quei servizi, ritenuti dal governo stesso, INDEROGABILI e mi permetto di dire necessari per garantire alla comunità stessa un minimo di parvenza di normalità in un periodo di pandemia e di disorientamento sociale mai conosciuto negli ultimi settanta anni di storia.

Tra questi, medici, infermieri, addetti alle pulizie e alla sanificazione di locali e mezzi di trasporto (per i quali mi unisco a tutti   nel ringraziarli senza mai fine) e insieme a loro a tutta un’altra serie di attività quali appunto i laboratori odontotecnici, le officine di riparazione meccanica, idraulici, elettricisti, salumerie, trasportatori, e tanti altri.

Ora nell’estensione della misura di sostegno regionale, a mio modesto e sommesso avviso, non si è tenuto nel dovuto conto che questo grave disagio e la “forza” dei DPCM hanno avuto un impatto devastante sull’intera economia e sulle filiere di tutti i settori produttivi, anche di quelli che i DPCM non hanno sottoposto a chiusura obbligatoria

Ad esempio, se si dà la possibilità ad un laboratorio odontotecnico di continuare ad esercitare e contestualmente si obbliga gli studi odontoiatrici a fare solo prestazioni di urgenza (estrazioni, pulpiti) e quindi non gli si dà la possibilità di commissionare protesi, gli odontotecnici hanno continuato ad esercitare solo in teoria, restando disponibili solo per eventuali riparazioni di urgenza, presidiando i propri laboratori e non facendo mancare agli studi committenti ed i loro pazienti la certezza del SOCCORSO anche in questo periodo.

Lo stesso dicasi per le officine meccaniche, teoricamente attive ma con un parco macchine di potenziali clienti sottoposto a fermo per decreto governativo; idem elettricisti ed idraulici, solo urgenze perché i cantieri edili chiusi sempre per decreto.

Mi consenta lo sfogo, oltre al danno la beffa.

Mi sono convinto, forse perché ho sempre apprezzato il lavoro di questa giunta regionale, che l’indirizzo politico dell’intera giunta era questo: IL SOSTEGNO A TUTTE LE IMPRESE DANNEGGIATE IN QUESTO PERIODO DI PANDEMIA, e quando dico tutte intendo TUTTE. Ed invece, allo stesso tempo mi sono convinto, che poi ci si e persi in tecnicismi d’ufficio senza voler approfondire il problema. Mi perdoni Assessore, ma è troppo semplice chiedere alla CCIAA di Napoli i codici ATECO delle attività sottoposte a chiusura per DPCM e stilare sempre dall’ufficio il bando senza preoccuparsi di verificare l’impatto reale della pandemia.

Tra l’altro mi hanno insegnato a provare a rivendicare sempre ciò che ritieni ti spetti di diritto senza criticare ciò che ottengono altre categorie o persone , ma in questo caso non posso fare a meno di criticare.

Perché, con lo stesso bando, si è usato un metro di misura, un criterio, diverso per i PROFESSIONISTI autonomi? Professionisti che pur non essendo sottoposti a chiusura obbligatoria, potranno usufruire di un contributo una-tantum di 1000 euro. Immagino perché si è tenuto nella dovuta considerazione che si è verificata anche per loro una interruzione della filiera produttiva? In sintesi professionisti che rientrano tra i beneficiari del Bando pur essendo nella stessa identica posizione di “non professionisti” che invece non usufruiranno degli stessi benefici, o meglio di nessun beneficio. Mi perdoni, ma mica tra i requisiti erano indicati o sottointesi i titoli di studio? Sarebbe grave anche solo ipotizzarlo. Approfondisca La prego.

Concludo scusandomi se sono stato logorroico, La saluto con rispetto e faccio appello alla Sua riconosciuta attenzione e competenza sulle tematiche del lavoro, come sicuramente Lei sa, anzi  potrebbe insegnarlo a me, la piccola impresa in Campania rappresenta grossa parte della spina dorsale economica e sociale dell’intero territorio regionale.

Le faccio una confidenza, mi duole enormemente in questo momento di non aver sentito una sola voce della rappresentanza di categoria ergersi e tuonare un grido d’allarme, se può lo faccia Lei".

(Visited 482 times, 1 visits today)
Share