Orta di Atella. Sospensione del PUC. I Democratici & Riformisti ed il Movimento Cinque Stelle non parteciperanno al consiglio comunale di stamattina

Orta di Atella     Riceviamo dai componenti del Gruppo consiliare dei Democratici & Riformisti, Vincenzo Gaudino, Luca Mozzillo ed Espedito Ziello, e dal rappresentante nel civico consesso del Movimento Cinque Stelle, Vincenzo Russo.

"Nel prossimo consiglio comunale, convocato per il 10 luglio 2019, tra gli altri punti all’o.d.g., verrà discussa e deliberata la proposta di sospensione dell’efficacia esecutiva della delibera di C.C. n. 4 del  08.07.2014, conseguente all’avvio del procedimento intrapreso dal dirigente del settore urbanistica, arch. Francesco Mattiello, cui ha fatto seguito la nota della Dirigente Generale dell’Ente, dott.ssa Fabiana Lucadamo, che ammoniva l’intero consiglio comunale sul rispetto delle formalità previste dall’art. 78 del TUEL (testo unico enti locali), costituente, a dire della stessa, condicio sine qua non per la partecipazione ai lavori dell’assise consiliare, ovvero, presupposto indefettibile per la discussione e la votazione della proposta di delibera di sospensione del Piano Urbanistico Comunale.

I gruppi consiliari di opposizione, Democratici & Riformisti e Movimento Cinque Stelle, evidenziando notevoli perplessità sulla richiesta formulata dalla Segretaria Comunale, nonché sulla sussistenza dei presupposti giuridici per l’adozione del provvedimento di sospensione provvisoria del PUC e delle responsabilità personali che potrebbero discendere dalla sua approvazione, annunciano che non parteciperanno al prossimo Consiglio Comunale, ma sentono comunque il dovere di esprimere la propria posizione politica sul delicato tema in questione.

Per meglio comprendere gli aspetti della vicenda è però opportuno partire dalla precedente delibera di consiglio comunale n°15 del 28 settembre 2018, in cui la maggioranza consiliare, di concerto con la giunta ed il sindaco, di fronte alle diffuse irregolarità dell’attuale Piano Urbanistico Comunale, che avevano denunciato le forze di opposizione e su cui era fondata la proposta di revoca di tale strumento urbanistico, esprimeva voto contrario alla revoca, ritenendo necessaria una variante che ne sanasse le carenze e ne conservasse, al tempo stesso, l’impianto fondamentale, evidenziando in particolare, che il paese non poteva restare anche momentaneamente privo di piano urbanistico.

Oggi, a distanza di oltre nove mesi in cui la proposta di revoca del PUC veniva respinta da questa amministrazione, nonché a distanza di circa sette mesi dalla stipula della convenzione di consulenza tecnico-scientifica con il Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, il responsabile scientifico, Prof.ssa Bianca Petrella, con sua nota esplicativa, conferma quanto da noi già denunciato circa la legittimità dello strumento di pianificazione urbanistica e sulla opportunità di non procedere ulteriormente alla sua attuazione.

Niente di nuovo sotto il sole, per intenderci!

Pur tuttavia, la soluzione proposta nella delibera è quella di procedere alla sospensione della esecutività del PUC, senza preannunciare però, se ci sarà annullamento o variante.

Un provvedimento di sospensione che al netto delle formule di stile e del richiamo di principi non pertinenti al caso di specie, sarebbe in contraddizione con la stessa volontà espressa dalla maggioranza consiliare il 28 settembre 2018.

Con decisione tipicamente “all’italiana”, si decide infatti di non decidere, ovvero l’unica decisione che il sindaco prende è quella, com’è ormai nel suo stile, di prendere tempo, di attendere gli eventi, senza indicare quali sarebbero quei “provvedimenti caducatori” del PUC e soprattutto, senza indicare quale sarebbe la proposta urbanistica di questa amministrazione, in risposta alla mozione discussa il 28 settembre 2018, in cui è bene ricordarlo, qualche consigliere di maggioranza, dissentendo dalle critiche sugli incrementi residenziali che avrebbe consentito il Puc, invitava l’opposizione a denunciare all’autorità giudiziaria le irregolarità che erano state evidenziate.

Nella stessa occasione in cui veniva respinta la nostra mozione, l’assessore al ramo dichiarava inoltre alla cittadinanza, che non sussisteva alcuna ragione di urgenza per una revoca hic et nunc, giacché le previsioni del Piano Urbanistico venivano di fatto attuate, sebbene con difficoltà, ormai da oltre quattro anni. Non v’era urgenza, dunque!

Tutto ciò, senza considerare che è già decorso il termine di “cento giorni”, da quando il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, in data 10 aprile 2019, confermava le criticità che questi stessi gruppi di opposizione avevano manifestato nella seduta del 28 settembre 2018.

Cosa è cambiato da allora e cosa cambierà in questi successivi 100 giorni, non è dato sapere.

Il termine massimo di tale sospensione è indicato in cento giorni, prorogabile per un periodo della stessa durata, ritenuto “indispensabile per il Dipartimento per condurre a minimo compimento la propria istruttoria”.

Il che è singolare, se si considera che il risultato dei primi sei mesi è rappresentato da una “nota esplicativa”, addirittura più sintetica e generica della nostra richiesta di revoca, nonché priva di qualsiasi concreta e specifica indicazione delle illegittimità del Piano vigente.

La mancata indicazione di un pregiudizio grave ed irreparabile, necessario per l’adozione del provvedimento di sospensione, che non può essere rappresentato dalla mera eventualità della richiesta di nuovi permessi di costruire, tenuto conto che un anno prima questa stessa amministrazione non ne aveva ravvisato la sussistenza, induce a ritenere che, con molte difficoltà e forse soltanto per la sua durata limitata nel tempo, il provvedimento di sospensione potrebbe reggere al sindacato dell’autorità giudiziaria.

Tutto ciò, senza considerare che potrebbero ravvisarsi seri profili di giudicato amministrativo sulla legittimità formale del Puc.

Pur senza volerci dilungare con il richiamo dei precedenti giurisprudenziali di segno contrario al parere espresso dal fiduciario incaricato dell’Ente, ribadiamo che (a differenza dell’eventuale provvedimento di annullamento del piano urbanistico e dello stesso preannunciato provvedimento di sospensione) è pienamente legittima la revoca dell’atto pianificatorio, che, integrando l’ipotesi di una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, rinnovata alla luce di esigenze di tutela ambientale ed urbanistica, non considerate precedentemente, viene a collocarsi pienamente nell’ambito dell'art. 21-quinques della legge n. 241/1990.

Di certo, si eviterebbe di esporre il Comune ad una responsabilità risarcitoria, giacché in caso di impugnazione del provvedimento di sospensione, la dimostrazione della sussistenza di insuperabili vizi formali potrebbe essere difficoltosa, atteso che il Puc è già passato indenne, per taluni di questi aspetti, al vaglio del giudice amministrativo.

In fine, per quanto ci riguarda, consapevoli del ruolo che la politica deve svolgere in queste circostanze, ancora una volta, ribadiamo a chiare lettere, l’esigenza che ha la comunità ortese, di conoscere definitivamente quale scelta vuole assumere questa amministrazione in ordine alla pianificazione urbanistica del nostro territorio".

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