Sant’Arpino. Inchiesta housing sociale. Archiviazione per Santolo D’Ambra. I legali annunciano azioni per il risarcimento del danno di immagine subito dall’imprenditore

Sant’Arpino    Insussistenza degli elementi costitutivi del reato e totale infondatezza della notizia del reato. Si è conclusa con un’archiviazione completa la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto l’imprenditore Santolo D’Ambra nata a seguito di una denuncia querela presentata dalla giunta comunale all’epoca guidata dal sindaco Giuseppe Dell’Aversana.

Il reato ipotizzato era quello di truffa nell’ambito della vicenda inerente gli alloggi da destinare all’housing sociale. L’inchiesta ha preso il via a seguito dell’approvazione di una delibera di una giunta, la numero 31 del 1 Giugno del 2021, con la quale si è conferito mandato all’allora primo cittadino Dell’Aversana, quale rappresentante legale del Comune di Sant’Arpino, di presentare un’esposto-denunzia alla Procura della Repubblica competente, a  tutela dell’Ente. Nella stessa delibera si specificò come il tutto scaturiva da una nota dell’allora assessore Salvatore Lettera con la quale si chiedevano “chiarimenti urgentissimi in ordine alla procedura adottata dal D’Ambra nell’individuazione degli alloggi da destinare ad housing sociale”. A seguito di un parere pro veritate redatto da un legale e fatto proprio dall’Ufficio Tecnico Comunale si decise di sporgere denuncia querela ai danni dell’imprenditore ipotizzando il reato di truffa.

Tutta la vicenda ebbe, ovviamente, anche un ampio risalto mediatico. Tuttavia in soli 21 giorni il Pubblico Ministero della Procura presso il Tribunale di Napoli Nord, dottoressa Paola Izzo, ha evidenziato come le risultanze investigative depongono “ per l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato” e rilevava “l’infondatezza della notizia di reato”.

Successivamente il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale normanno, il dottor Vincenzo Saladino, ha ritenuto “le argomentazioni del Pubblico Ministero pienamente condivisibili” evidenziando come non emergessero “elementi sufficienti per sostenere fondatamente l’accusa in giudizio” disponendo l’archiviazione del procedimento, con un provvedimento notificato nei giorni scorsi.

E’ evidente, dunque, che le illazioni a carico del D’Ambra fossero fondate sul nulla, assoluto tanto che in tempi record gli inquirenti hanno archiviato l’intera vicenda. Nonostante la campagna mediatica di cui è stato vittima il D’Ambra, l’opinione pubblica non ha mai dato peso alle insinuazioni in questione visto e considerato che nel frattempo l’attività imprenditoriale dello stesso non ha subito contraccolpi.

C’è da dire come lo stesso D’Ambra abbia sempre sostenuto che nel cambio degli alloggi da destinare ad housing sociale fosse evidente il vantaggio per il Comune

A questo punto i legali dell’imprenditore hanno fatto sapere che agiranno nelle sedi deputate, affinché lo stesso sia risarcito del danno all’immagine subito, e si chiedono se qualcuno si scuserà con il D’Ambra.

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