Sant’Arpino, verifiche acquisto mascherine. Quattromani:”Cosa avrei dovuto controllare su un atto dirigenziale?”

SANT'ARPINO. E' arrivata stamattina la replica della consigliera comunale Immacolata Quattromani alle accuse mosse nei suoi confronti alcuni giorni fa dall'ex componente della pubblica assise cittadina Francesco Pezone in merito ad alcune verifiche sull'acquisto di mascherine da parte del Comune che quest'ultimo aveva inoltrato alla presidente della commissione trasparenza la settimana scorsa.

"Mi ritrovo a distanza di pochi giorni a rispondere di nuovo al signor Pezone. - ha dichiarato la Quattromani - Ribadisco, sono basìta e forse il termine non rende fino in fondo il mio stupore.

Cominciamo dall’aspetto AMMINISTRATIVO. Non diciamo politico, perché “politica” è una parola grande che molti e molto spesso si arrogano il diritto di utilizzare, spacciandosi per grandi politici pur essendo politicanti. PER INTENDERCI, la stessa differenza che esiste tra i musicisti e i musicanti.

La realtà, e mi rivolgo a chi vive in mondi virtuali e paralleli, è che a livello locale si amministra, si fa amministrazione e non politica, nel caso in specie si attuano e si applicano i dettami di chi a livello istituzionale più elevato di quello che occupiamo noi consiglieri comunali, legifera e decreta con scelte politiche ed impone agli amministratori di eseguire ed applicare.

Allora mi chiedo: ma prima di scrivere ed accusare me di non svolgere il mio ruolo, ci si è premuniti di verificare qual è il ruolo del Presidente della Commissione consiliare di trasparenza? Deduco di no. Ebbene cito da regolamento comunale “Le commissioni esaminano preventivamente le più importanti questioni di COMPETENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE ed esprimono su di esse pareri………concorrono allo svolgimento delle attività del CONSIGLIO COMUNALE” .

Allora mi chiedo, e chiedo a chi inopinatamente mi chiama in causa: cosa avrei dovuto controllare io su un atto dirigenziale? Da regolamento niente, non è ascritto al mio ruolo.

Ebbene, l’ho fatto lo stesso, non l’ho controllato, ma ho cortesemente chiesto gli atti ed ho letto.

Da consigliere, prima ancora che da Presidente della Commissione Trasparenza, devo riconoscere che la procedura eseguita, a mio modo di vedere, è corretta. Corretta e condivisibile per l’obiettivo che doveva raggiungere, ossia la sicurezza e la protezione dei dipendenti comunali, più precisamente gli agenti della Polizia Municipale. Se poi c’è qualche errore o anomalia di procedura cronologica non sta a me verificare nè tantomeno sindacare, ma la norma impone ad altre figure, anche terze, di verificare la regolarità delle procedure contabili e l’operato degli uffici. 

Da consigliere, devo riconoscere che il Sindaco e la Giunta e di conseguenza i dirigenti hanno agito secondo norma. La Giunta, come disposto dalla normativa vigente, ha preso atto di provvidenze ulteriori pervenute dalla Protezione Civile per l’acquisto di dispositivi di protezione per il personale. Ha dunque deliberato la relativa modifica di bilancio che in questo periodo di crisi è nei poteri della giunta stessa, come da DPCM e a indirizzo del capo della Protezione Civile, dando mandato agli uffici di provvedere.

I responsabili d’ufficio incaricati, come da norma, hanno autonomamente deciso di acquistare mascherine, piuttosto che guanti o magari schermi protettivi da front-office.

Mi dispiace, ma il Presidente della Commissione Trasparenza non è e non fa il poliziotto, né il magistrato inquirente e tantomeno non è “l’elemosiniere del Comune” che deve andare a contare le mascherine o i pacchi alimentari che i cittadini hanno donato al comune stesso; non è nemmeno il direttore del personale che deve andare a contare quanti dipendenti sono presenti in ufficio e quanti lavorano da casa. Chi pensa questo ha le idee confuse.

IL PUC? Signor Pezone, non devo sicuramente dar conto a Lei della mia opinione a riguardo, e le garantisco che durante la campagna elettorale non sono andata a chiedere voti ai miei elettori in cambio della difesa di ipotetici privati interessi nella elaborazione del PUC stesso, per cui è fuori luogo che Lei insinui che non difendo gli interessi dei miei elettori. I miei elettori li ringrazio quotidianamente, ma le ricordo che io sono un Consigliere Comunale di Sant’Arpino, non solo dei miei elettori ma dell’intera comunità.

E comunque neanche qui mi sottraggo. Non sono un tecnico esperto di materie urbanistiche, per cui sto studiando, col conforto di amici ed esperti, per sciogliere i miei interrogativi in merito.

Fatto ciò esporrò il mio pensiero, provando ad argomentare ed evitando di farneticare o minacciare aleatorie denunce e querele.

Passiamo all’aspetto UMANO. Ebbene sono basita ancora di più, e passo al tono confidenziale. Prima di scrivere, e a questo proposito mi sorge il dubbio che lo scritto non sia opera tua, hai pensato che quelle mascherine erano per la protezione dei dipendenti comunali,  a tutela dell’incolumità di uomini e donne che tutti i giorni, nonostante la pandemia, si sono recati sul posto di lavoro? E rispetto all’incolumità dei dipendenti non esiste polemica che tenga, che abbia motivo di essere.

Lo ricordi che dopo il primo articolo mi hai chiamata per chiedermi scusa, dicendomi che non volevi attaccare me, per poi dopo due ore uscire con un altro articolo che mi attaccava in modo perentorio e con accuse ancora più gravi? E a questo punto mi sorge il dubbio che neanche questo secondo articolo sia opera tua. Delle due l’una, o ciò che scrivi non corrisponde a ciò che dici o qualcuno scrive a tuo nome e a tua insaputa.

Lo ricordi che dopo il secondo articolo hai affermato di essere estraneo alle accuse rivolte verso di me? Allora i miei dubbi trovano conforto: c’è un giornalista o pseudo tale che scrive a nome tuo senza darti conto? Ti credo. Smentisci allora il contenuto dell’articolo.

Mi fermo qua per carità cristiana.

Approfitto per dire che mentre qualcuno in questi giorni si è speso in inutili commenti, io, nell’accogliere la richiesta di diversi operatori economici santarpinesi, ho pubblicamente chiesto al Sindaco di farsi promotore, col coinvolgimento dei sindaci dell’agro aversano, di un appello pressante alla Camera di Commercio di Caserta affinchè ponga in essere iniziative a favore della piccola impresa che sta uscendo da questa crisi Covid con le “ossa rotte”. Per cui rinnovo il mio invito al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale di aver un’attenzione maggiore alle esigenze del tessuto economico ed imprenditoriale del nostro territorio. 

Non ultimo gli operatori nostrani del settore alimentare lamentano in questi giorni, che, pur avendo aderito con spirito di solidarietà all’ accettazione dei buoni spesa emessi dal comune, stanno affrontando in questo momento enormi ed inspiegabili difficoltà burocratiche per incassare ciò che gli è dovuto. Invito il Sindaco a farsi carico di queste giuste rivendicazioni degli esercenti santarpinesi e porre un rimedio a questo “problema” nel rispetto della legge ma con l’elasticità nell’applicazione della stessa che è tipica di tutti i momenti di crisi, e di questa crisi Covid in particolare".

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