Sant’Arpino. Dissesto finanziario, il gruppo misto attacca: “la Giunta certifica il fallimento, non governa e scarica responsabilità. Atto grave e politicamente inaccettabile”

SANT'ARPINO.

Il Gruppo Consiliare Misto formato dai consiglieri Salvatore Lettera, Francesco Pezone e Domenico Cammisa interviene con fermezza sulla deliberazione di Giunta Comunale n. 59 del 27 aprile 2026, con cui l'Amministrazione targata Di Mattia segna un punto di non ritorno nella gestione del dissesto finanziario del Comune di Sant'Arpino.

Altro che atto tecnico. È la certificazione ufficiale del fallimento politico e amministrativo di questa Amministrazione.

I numeri del fallimento

I numeri inseriti nella stessa delibera sono impietosi:

  • oltre 29 milioni di euro di debiti; 
  • più di 11,6 milioni necessari per chiudere al minimo la partita (al 40% della massa passiva); 
  • poco più di 6 milioni disponibili. 

Tradotto: il Comune non è in grado di reggere il proprio dissesto.

Mancano 5,5 milioni di euro. E la Giunta, invece di spiegare ai cittadini come intende coprire questo buco, dichiara testualmente di "non risultare assolutamente in condizioni di sostenere ulteriore indebitamento senza compromettere gli equilibri di bilancio".

E invece di assumersi la responsabilità di questa situazione davanti ai cittadini, la Giunta sceglie la strada più comoda e più grave: scaricare tutto sull'Organo Straordinario di Liquidazione.

Un'operazione per sposare i debiti, non per risolverli.

Con questo atto, l'Amministrazione tenta di:

  • allargare in modo forzato la competenza dell'OSL; 
  • trasferire nella gestione liquidatoria anche debiti complessi e discutibili; 
  • includere partite pesanti come contenziosi, espropriazioni e acquisizioni sananti; 
  • provare a far rientrare perfino il Fondo Anticipazioni di Liquidità (quasi 2 milioni di euro). 

Non è risanamento. È un'operazione politica per alleggerire artificialmente il bilancio ordinario e nascondere la reale portata del disastro.

Le criticità giuridiche che la giunta nasconde.

Ma oltre alle critiche politiche, emergono profili tecnico-giuridici che rendono quest'atto ancora più grave.

  1. Il fondo anticipazioni di liquidità: una richiesta giuridicamente dubbia

La Giunta chiede di ammettere alla massa passiva € 1.962.878,90 per pagamenti FAL effettuati nel 2014-2019, sostenendo che quei pagamenti riguardavano debiti di competenza dell'OSL.

Ma c'è un problema normativo che la delibera non affronta: l'art. 255, comma 10, del TUEL, modificato dalla legge 205/2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018, ha espressamente escluso dalla competenza dell'OSL "l'amministrazione delle anticipazioni di tesoreria e delle anticipazioni di liquidità".

La giurisprudenza della Corte dei Conti è divisa sull'applicabilità di questa norma ai dissesti dichiarati dopo il 2018 (come Sant'Arpino, dissesto 2019). La richiesta appare quindi giuridicamente incerta e potrebbe essere respinta dall'OSL.

2. Anche se accolta, l'operazione non risolve il problema

Facciamo i conti che la Giunta non fa:

  • Gap attuale: € 5.544.648,96 
  • Somme FAL richieste: € 1.962.878,90 
  • Gap residuo anche con ammissione FAL: € 3.581.770,06 

L'operazione FAL coprirebbe solo il 35% del buco. Rimarrebbero scoperti oltre 3,5 milioni di euro.

La delibera non spiega in alcun modo come si intende coprire questa cifra, limitandosi a dichiarare l'impossibilità di contrarre ulteriore debito.

È la certificazione dell'insostenibilità della situazione!

3. Violazione della parità di trattamento tra creditori

Emerge un problema giuridico ancora più grave:

la violazione del principio della par condicio creditorum!!!

Se l'ente ha pagato al 100% nel 2014-2019 debiti che ora vengono ammessi alla massa passiva con compensazione integrale del credito, mentre gli altri creditori ricevono solo il 40%, si crea una sperequazione inaccettabile.

In concreto:

  • L'ente ottiene il 100% del proprio credito (attraverso compensazione) 
  • Gli altri creditori, che attendono da anni se non decenni, ottengono il 40% (transazione ex art. 258 TUEL) 

La giurisprudenza amministrativa è rigorosa su questo: il principio della par condicio creditorum è invalicabile nelle procedure di dissesto. L'unica eccezione prevista dalla legge riguarda i crediti di lavoro subordinato, non certo i crediti dell'ente per pagamenti pregressi.

Gli altri creditori potrebbero impugnare l'operazione davanti al giudice ordinario, contestando il trattamento preferenziale accordato all'ente. Questo esporrebbe il Comune a contenziosi ulteriori e bloccare l'intera procedura semplificata, generando ulteriori danni.

La soluzione giuridicamente corretta,  transare anche il credito dell'ente al 40%, come tutti gli altri crediti chirografari, riduce ovviamente l'effetto della disperata operazione che stanno tentando per giustificare il lassismo che ha caratterizzato questa amministrazione in 5 anni:

  • Credito transatto al 40%: € 785.151,56 
  • Miglioramento della copertura: solo 6,74 punti percentuali  e non invece il 16,84 propagandato 

4. Responsabilità amministrative mai accertate

Se è vero che l'ente ha pagato nel 2014-2019, con risorse proprie, debiti che secondo i criteri giurisprudenziali attuali erano di competenza dell'OSL, chi ha autorizzato quei pagamenti e perché non ne risponde?

La delibera non affronta minimamente questo profilo. Ma:

Il pagamento di debiti OSL da parte della gestione ordinaria NON viola il riparto di competenze ex artt. 252 e 255 TUEL ?

NON Configura potenzialmente un danno erariale per duplicazione della spesa?

NON avrebbe richiesto un accertamento di responsabilità amministrativa prima che decorressero i tempi per l’addebito di eventuali responsabilità?

L'assenza totale di qualsiasi accertamento, verifica o spiegazione è politicamente inaccettabile. I cittadini hanno diritto di sapere:

Chi ha deciso quei pagamenti?

Perché sono stati effettuati dalla gestione ordinaria ?

Perché l'OSL stesso non ha rilevato tempestivamente queste somme nella massa attiva ?

5. Il consiglio comunale esautorato su scelte strategiche

La delibera stabilisce che "in materia di espropriazioni e acquisizioni sananti, l'Amministrazione acquisirà la dichiarazione d'interesse pubblico in sede di Consiglio Comunale".

Ma l'atto di indirizzo complessivo sull'estensione della competenza dell'OSL — che riguarda milioni di euro di debiti e determina la strategia di uscita dal dissesto — viene adottato solo dalla Giunta, senza un vero coinvolgimento del Consiglio.

Questo è inaccettabile. Il Consiglio Comunale ha il potere-dovere di indirizzo e controllo politico-amministrativo (art. 42 TUEL). Una scelta così rilevante per il futuro dell'ente avrebbe dovuto passare dal massimo organo rappresentativo della comunità.

Il collegio dei revisori in merito cosa dice????

Avevamo già detto tutto. Non ci hanno ascoltato

Quello che oggi emerge nero su bianco era stato già denunciato dal Gruppo Consiliare Misto.

Lo abbiamo fatto con atti ufficiali:

- interrogazioni sullo stato reale del dissesto e sulla gestione della massa passiva;

- richieste di accesso agli atti su debiti, contenziosi e affidamenti;

- segnalazioni puntuali sulle criticità nei servizi e sulla tenuta dei conti;

- una relazione durissima sul Rendiconto 2024, in cui parlavamo chiaramente di assenza totale di una strategia di risanamento. 

In risposta abbiamo ricevuto silenzi, minimizzazioni e, in alcuni casi, atteggiamenti difensivi.

Oggi, invece, sono gli stessi atti della Giunta a darci ragione.

Una giunta senza controllo e senza visione

Questa delibera dimostra cinque cose:

  1. L'Amministrazione non ha il controllo dei conti;
  2. Non è in grado di gestire il dissesto
  3. Non ha una strategia credibile per uscirne; 
  4. Adotta soluzioni giuridicamente dubbie e potenzialmente impugnabili dai creditori; 
  5. Esclude il Consiglio dalle decisioni strategiche fondamentali. 

E allora prova a spostare il problema più avanti, caricandolo su altri livelli amministrativi e a prendere tempo, il tutto a scapito dei cittadini contribuenti!!!!!!!!

Perchè i debiti restano,  a pagarli saranno sempre i cittadini mentre i tributi comunali permangono a livelli altissimi!!!

Questo è un modo di governare che respingiamo con forza e che la comunità santarpinese assolutamente NON MERITAVA!!!!!!!!

Non è più il tempo delle giustificazioni

Il dissesto non può essere utilizzato come scudo.

Non basta richiamare sentenze e norme per nascondere una realtà evidente: questa Amministrazione non sta risanando il Comune, sta solo cercando di sopravvivere politicamente.

Come Gruppo Consiliare Misto non accetteremo operazioni opache né scorciatoie.

Chiediamo con forza:

Sul piano della trasparenza:

  1. Verità completa sui conti: rendicontazione analitica dei pagamenti FAL 2014-2019, con indicazione dei debiti pagati, dei creditori soddisfatti, delle causali e degli atti di liquidazione; 
  2. Documentazione integrale della massa passiva e della massa attiva, con aggiornamento dei dati al 27 aprile 2026; 
  3. Piano dettagliato per la copertura del gap residuo di € 3.581.770,06, anche nell'ipotesi di accoglimento della richiesta FAL e di mancanza di ricorsi da parte degli altri creditori

Sul piano delle responsabilità:

  1. Accertamento delle responsabilità amministrative per i pagamenti 2014-2019 effettuati dalla gestione ordinaria per debiti eventualmente di competenza OSL;
  2. Verifica dell'operato dell'OSL: perché non ha tempestivamente rilevato nella massa attiva le somme che l'ente oggi richiede di ammettere? 
  3. Relazione del Collegio dei Revisori sul rispetto del riparto di competenze tra gestione ordinaria e liquidatoria nel periodo 2014-2019. 

Sul piano del coinvolgimento istituzionale:

  1. Convocazione urgente del Consiglio Comunale per discutere l'atto di indirizzo all'OSL e le scelte strategiche sulla gestione del dissesto; 
  2. Coinvolgimento della Commissione Bilancio per l'esame della documentazione relativa ai pagamenti FAL e alla massa passiva; 
  3. Assunzione di responsabilità politiche chiare da parte della Giunta e del Sindaco. 

Sul piano della legalità:

  1. Parere pro veritate di un legale esterno sulla legittimità dell'operazione FAL alla luce della novella normativa del 2018 (art. 255, comma 10, TUEL); 
  2. Parere sulla compatibilità dell'operazione con il principio della par condicio creditorum, per evitare impugnazioni dei creditori e contenziosi che bloccherebbero la procedura semplificata; 
  3. Verifica preliminare con l'OSL sulla disponibilità ad accogliere la richiesta, prima di adottare atti che potrebbero rivelarsi inutili. 

I santarpinesi devono sapere che noi andremo fino in fondo!

E lo diciamo senza ambiguità: così non si governa un Comune in dissesto.

Sant'Arpino non può permettersi di restare ostaggio dell'immobilismo e dell'incapacità. Non può permettersi operazioni giuridicamente dubbie che rischiano di essere impugnate dai creditori. Non può permettersi di escludere il Consiglio dalle scelte strategiche fondamentali.

Continueremo a utilizzare tutti gli strumenti istituzionali disponibili per fare chiarezza su questa vicenda:

  • Interrogazioni e interpellanze urgenti al Sindaco e alla Giunta; 
  • Richieste di accesso agli atti sulla gestione del dissesto e sui pagamenti FAL; 
  • Convocazione della Commissione Bilancio e della Commissione di Controllo e Garanzia; 
  • Eventuale richiesta di audizione dell'OSL in Consiglio Comunale; 
  • Segnalazione alla Corte dei Conti, Sezione di Controllo, per la verifica della legittimità e regolarità della gestione finanziaria; 
  • Ogni altra iniziativa istituzionale necessaria per tutelare l'interesse pubblico e i diritti dei cittadini. 

Perché Sant'Arpino merita rispetto e i cittadini meritano la verità.

Gruppo Consiliare Misto
Consiglieri Lettera, Pezone, Cammisa

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