Sant’Arpino. Via Martiri Atellani, il consigliere Cammisa attacca sulle varianti:”Progetto stravolto, dov’è la nuova fogna?”

SANT'ARPINO. È intervenuto sui lavori di via Martiri Atellani, il consigliere comunale di opposizione Mimmo Cammisa.

"Intanto prendo atto e ringrazio la maggioranza e il sindaco Ernesto Di Mattia ,vorremmo sentire anche l’assessore Gennaro Capasso in verità, per le precesisazioni relativi ai lavori di via martiri atellani. Ma come dice il sindaco i lavori non sono ancora completati. Non sono completati ma intanto sono cambiati, e non poco.
Infatti, a quanto pare, stando alla relazione generale allegata alla delibera di giunta comunale 10/2019 pubblicata sul sito dell’ente , allegato 6, si tratta in in origine di un lavoro molto complesso ed importante, nato per la messa in sicurezza e riqualificazione funzionale di un asse viario strategico di connessione tra l'agro aversano e i comuni a nord di Napoli. Il rifacimento della rete fognaria — non era un elemento accessorio, ma uno dei pilastri tecnici su cui il progetto era stato valutato e ammesso a finanziamento. Il progetto, a quanto pare, fu ammesso perché rispondeva a un insieme preciso di criticità che la relazione generale del 2019 descriveva analiticamente: Pavimentazione stradale «fortemente ammalorata e sconnessa», con materiali in stato di degrado avanzato; Carenza delle infrastrutture di convogliamento delle acque meteoriche nel tratto tra via De Gasperi e la V traversa, con «conseguente fenomeno di aquaplaning» e deflusso superficiale solo parziale verso la fognatura esistente; Inadeguata pubblica illuminazione, con pali non a norma e sorgenti luminose di vecchia generazione (vapori di mercurio); Marciapiedi irregolari e barriere architettoniche, con percorsi pedonali che minavano la sicurezza dei pedoni; Intersezioni non sicure, prive di adeguata segnaletica orizzontale e verticale; Congestionamento del traffico veicolare nei nodi urbani, documentato con grafici dei flussi nelle diverse fasce orarie. Nuova e voluminosa piantumazione lungo tutta l’larteria stradale. Un bel progetto . L’unica perplessità, in verità, è che dal progetto originario, il numero delle rotatorie non è molto preciso, la relazione generale allegata alla DG 10 /2019 nella sezione 4 ne indica 2 mentre, lo stesso documento, nella sezione 5 ne indica 3. Comunque quisquiglie! Successivamente, però, pare siano intervenute più di una variante al progetto. Una prima con delibera di GC n 37 del 2022, di cui non si comprende esattamente quali opere siano state stralciate da quelle elencate in quanto c’è allegata alla delibera pubblicata sul sito la sola relazione tecnica, seppure sembrerebbe trattarsi di una lieve variazione ed una seconda, “in corso d’opera”, con determina del dirigente tecnico un bel po' più impattante sull’intera opera. Infatti, pur lasciando invariato l’importo dei lavori, questa variante li riscrive se non in toto per un bel po.
La fogna , cuore del progetto per risolvere gli allagamenti, non viene più rifatta ex novo per cinquecento metri lineari con condotte di grande diametro, ma prevede una sostituzione e rifunzionalizzazione dell'esistente, con un diametro, a quanto pare, ridotto da cinquecento a quattrocento millimetri. Le tre rotatorie previste nel progetto originario si riducono a una sola, realizzata con cordoli prefabbricati di tipo ANAS anziché con le finiture in pietra e l'asfalto colorato che erano stati progettati . Le piantumazioni crollano: da centocinquanta arbusti e cinquanta alberi si passa a venti arbusti e trenta alberi. La segnaletica orizzontale si riduce drasticamente: le strisce longitudinali passano da quarantamila a poco meno di ottomila metri, viene eliminato, a quanto pare, il geocomposito di rinforzo e impermeabilizzazione della pavimentazione stradale, che da solo valeva oltre trecentomila euro (più del tredici per cento dell'intero appalto) ed era l'elemento tecnico destinato a garantire la durabilità del nuovo asfalto. Ovviamente tutti gli importi vengono compensati con nuove opere non previste all’origine. Che dire? Tutto bene se finisce bene, ovvero se le modifiche dovessero risultare in concreto tali da non vanificare la funzione del finanziamento — gli allagamenti, fermo restando che, a modesto avviso del sottoscritto e del gruppo misto, le rotatorie ed il verde (gli alberi in totale impattavano per meno di 7 mila euro le aiuole e le rotonde comportano un risparmio di 40 mila euro) non si comprende perché sacrificarli per gli attraversamenti rialzati. Così come non si comprende come un progetto di rifacimento totale di una strada possa non prevedere o prevedere male la fresatura della pavimentazione esistente e gli scavi delle superfici piane . Ecco vista la disponibilità e l’attenzione di questa amministrazione gradiremmo, possibilmente dall’assessore Capasso una precisazione dettagliata sulla variante intervenuta e sui motivi che la sostengono, ma soprattutto se questi non abbiamo modificato la funzione stessa dell’opera, ovvero la messa in sicurezza, la scorrevolezza ma soprattutto l’evitarsi degli allagamenti".

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