Sant’Arpino, AD:”Amministrazione Dell’Aversana fallimentare nel fallimento. Dimettetevi!”

SANT'ARPINO. "L'amministrazione comunale che dichiara il dissesto finanziario è un'amministrazione comunale fallita. Soprattutto quando, come successo con l'amministrazione guidata da Giuseppe Dell'Aversana, lo dichiara dopo oltre due anni dall'insediamento e con diversi bilanci approvati" hanno fatto sapere, ieri, dal gruppo di minoranza "Alleanza Democratica per Sant'Arpino".

"Il primo cittadino, che è contemporaneamente sindaco, assessore al bilancio, assessore al personale, assessore alla cultura in pectore e assessore ai lavori pubblici in pectore, probabilmente crede di essere stato illuminato. - hanno dichiarato dal gruppo di opposizione - Analizzando l'attività amministrativa della sua amministrazione, fatichiamo a trovare aspetti positivi. L'unico, probabilmente, risulta essere quello relativo all'indice relativo alla percentuale di raccolta differenziata, salito negli ultimi anni. Raccolta differenziata che, però, negli ultimi mesi sta facendo registrare numerose criticità come le interruzioni improvvise del servizio e il rincaro delle bollette che arrivano nelle case dei cittadini, sempre più tartassati da Dell'Aversana che sovente mette le mani nelle tasche dei santarpinesi"

"Oltre all'immondizia, praticamente, c'è solo altra immondizia. Un disastro. I ticket mensa sono aumentati e il servizio scuolabus non esiste più perché l'amministrazione Dell'Aversana l'ha abolito "lasciando a piedi" gli studenti santarpinesi che probabilmente sono inseriti tra le liste dei cittadini di serie B dell'amministrazione. Lista di serie B che, ad oggi, è molto più numerosa della lista di serie A. Fortunatamente, però, sia la lista di serie A che quella di serie B hanno il diritto di voto. C'è da evidenziare, tra le altre cose, che vorrebbero vendere lo scuolabus ma non ci riescono da diversi mesi. Fallimentari nel fallimento".

"Dal 12 maggio c'è una voragine in via Martiri Atellani che blocca la strada e dopo quasi tre mesi gli amministratori non sono riusciti a risolvere un problema che penalizza i residenti e i commercianti della più importante strada commerciale del comprensorio atellano. I cittadini soffrono, i commercianti non riescono a mettere il piatto a tavola mentre il sindaco preferisce presentare libri e quello che dovrebbe essere l'assessore ai lavori pubblici pensa a scattare foto in giro per l'area atellana. Se i commercianti non si presentano, in blocco, all'incontro che avete organizzato, vi siete domandati il perché? Siete sempre più soli. fallimentari nel fallimento"

"Con la dichiarazione di dissesto finanziario hanno toccato il fondo, si spera. Si sono insediati nel giugno del 2016 e hanno dichiarato il dissesto a maggio 2019, quasi tre anni dopo aver amministrato e dopo aver approvato bilanci e/o assestamenti di bilancio nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, poche settimane prima del consiglio comunale durante il quale hanno approvato il provvedimento che ha fatto fallire il Comune, ha fatto fallire i santarpinesi e ha fatto fallire anche loro. Il sindaco fallito durante gli ultimi tre anni non ha fatto altro che lamentarsi delle passate amministrazioni (tra cui anche le sue) e ha dimostrato, con il fallimento del piano di riequilibrio finanziario, di non avere la percezione dei suoi limiti considerando che, nonostante non abbia alcun tipo di competenza in materia contabile, avrebbe gestito in prima persona la delega al bilancio pur non avendo alcuna competenza nella materia essendo laureato in biologia, materia ben lontana dalla ragioneria. Fallimentare nel fallimento"

"Le gigantesche lacune contabili dell'amministrazione Dell'Aversana sembrerebbero essere saltate fuori tutte insieme quando i funzionari del Ministero dell'Interno hanno inviato una nota alla Corte dei Conti con alcune considerazioni sul piano di riequilibrio. Nota che il sindaco si è fatto inviare in Comune. Nel documento i funzionari del Viminale hanno rilevato che "il Comune di Sant'Arpino ha presentato un piano contenente informazioni e dati descritti in maniera poco intellegibile ed il più delle volte non conformi o coerenti con altri atti e documenti adottati ed in possesso del Comune già prima della riformulazione del piano di riequilibrio in esame". Non è finita, perché i funzionari del Ministero hanno anche evidenziato "la mancata dimostrazione degli intervenuti accordi sottoscritti con i creditori dell'Ente sulla rateizzazione del pagamento di quanto ad essi spettante". Anche uno studente del primo anno di ragioneria sa che per presentare un piano di rientro deve avere gli accordi con i creditori. Infine dal Viminale hanno evidenziato "lo scostamento rispetto alle previsioni formulate dall'Ente con riferimento alla mancata realizzazione delle entrate relativamente alla riscossione della Tari e alle dismissioni immobiliari". Sono state inserite delle previsioni di incasso sugli appartamenti dell'housing sociale senza effettuare prima un'indagine di mercato, utile a comprendere quanto un cittadino avrebbe pagato per gli immobili in questione. Questa leggerezza, insieme alle altre, ha mandato praticamente in fumo il pre-dissesto che avrebbe evitato il dissesto che arrecherà non pochi danni ai santarpinesi a partire dall'anno prossimo. Fallimentari nel fallimento"

"Infine c'è da sottolineare che con l’inserimento nell’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale del Documento Unico di Programmazione hanno dimostrato di non aver compreso la portata della deliberazione di dissesto, la quale ha creato una frattura tra il passato ed il futuro, con la conseguenza che, dal 1 gennaio 2020, il nostro Comune partirà da zero, non potendo più contare sui crediti pregressi che saranno, invece, utilizzati per fare fronte ai debiti, insieme al patrimonio, che sarà azzerato".

"Per una volta ammettete gli errori e i vostri limiti - hanno concluso da Alleanza Democratica - Dimettetevi e lasciate decidere ai cittadini"

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