Sant’Arpino, lsu. Pezone:”Nel piano occupazionale 2020-2021 non c’è traccia degli Lsu. Dalla maggioranza solo fumo e promesse mancate”

SANT'ARPINO. E' arrivata, pochi minuti fa, un'ampia replica dell'ex consigliere comunale Francesco Pezone alla questione della mancata stabilizzazione degli Lsu con la legge di bilancio 2020.

"Lo stress psicofisico pre campagna elettorale sta arrecando gravi danni a qualche “personaggetto”  - ha dichiarato Pezone - che qualche volta farebbe meglio a rimanere in silenzio e che politicamente mi ricorda un pò i “quaquaraquà” di Sciascia: persone che dovrebbero, cioè “vivere come le anatre nelle pozzanghere perché la loro vita (politica) non ha più senso e più espressione di quella delle anatre”.

Quando questi soggetti vengono colpiti su provvedimenti dove hanno commesso degli errori, pur di replicare ad ogni costo offendono “beccando” come le anatre un pò dove capita e straripando spesso in offese personali che non appartengono alla sfera politica. Un modo di fare, questo, caratteristico di chi non vuole ammettere di aver commesso grossolani errori. Io, però, preferisco attenermi solo ed esclusivamente alla questione amministrativo-politica. Non scenderò al loro livello.

Per ciò che concerne la stabilizzazione degli Lsu, la legge di bilancio a cui ho fatto riferimento io in un comunicato precedente è quella del 2020 (e non quella del 2021 come erroneamente riportato da qualcuno), la 160/2019, pubblicata sulla G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019. L’articolo 1 (commi 495 e 497) concedeva alle pubbliche amministrazioni la possibilità di assumere Lsu anche con contratti a tempo parziale, eventualmente in deroga al piano del fabbisogno di personale e ai vincoli assunzionali vigenti per il solo anno 2020, al fine di semplificare le assunzioni degli Lsu. Le stabilizzazioni in deroga sono state finanziate con le risorse del Fondo per l’occupazione. Per poter beneficiare del riparto, però, le pubbliche amministrazioni interessate dovevano presentare entro il 31 gennaio 2020 apposita istanza alla Funzione Pubblica ed inserire contestualmente un riferimento nel piano occupazionale. Durante il 2020 a me non risulta sia stata presentata istanza per usufruire dell’agevolazione che avrebbe permesso a 15 lavoratori socialmente utili impiegati da oltre vent'anni a Palazzo Ducale di essere stabilizzati. E ad avallare la mia tesi c’è la delibera numero 64 del 19 giugno 2020 con cui tutti gli assessori hanno approvato la rideterminazione della dotazione organica e il piano occupazionale 2020-2021-2022.

Nel provvedimento dell’esecutivo non vi è traccia della stabilizzazione dei 15 Lsu e, tra le altre cose, non vi è alcun riferimento ai diversi part-time presenti a Palazzo Ducale ma, invece, c’è un passaggio “fantascientifico” sulla presunta assunzione di ben otto dipendenti comunali, quattro di categoria “C” e quattro di categoria “D”, tra il 2021 e il 2022. In pratica a giugno l’amministrazione comunale ha preferito buttare fumo negli occhi ai cittadini con una campagna pubblicitaria relativa a “concorsi impossibili” piuttosto che stabilizzare i lavoratori socialmente utili che sicuramente non usufruiranno delle agevolazioni della legge di bilancio 2020 come, invece, hanno fatto i loro colleghi di Succivo, Cesa, Carinaro, San Marcellino, Marcianise, Aversa, Parete, Casaluce, solo per citarne alcuni. A metà dicembre c’è, però, il colpo di scena. Qualcuno, quando stava per scadere il termine, è rinsavito e si è ricordato dei poveri Lsu. Ha chiesto aiuto a destra e a sinistra per poi rendersi conto che non c’erano i tempi. Quindi cosa ha fatto? Ha mandato una lettera al dipartimento per la funzione pubblica del Ministero del Lavoro per chiedere una deroga in data 20 dicembre 2020, PRIMA dell’approvazione della legge di bilancio 2021, avvenuta il 30 dicembre 2020. Legge di bilancio 2021 a cui poi ha fatto riferimento in un comunicato stampa tentando di girare la frittata in modo becero e approssimativo credendo di avere a che fare con qualche incompetente con cui è abituato a confrontarsi. Purtroppo gli è andata male.

Di seguito riporto una parte della lettera sottoscritta dal sindaco Giuseppe Dell’Aversana e inviata al Ministero il 20 dicembre 2020.

“Lo scrivente Sindaco del Comune di Sant’Arpino, preso atto di quanto stabilito dal Governo Centrale a riguardo  la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili da attuare, secondo le previsioni contenute nella Legge di Bilancio 2020, […], pone alla Vs cortese attenzione  la necessità di una proroga delle procedure selettive ai fini della stabilizzazione del LSU nei ruoli degli Enti utilizzatori,[…], alla luce delle appalesate e molteplici situazioni di criticità, rispetto alla tempistica definita dalla Commissione per l’attuazione del progetto RIPAM, che risulta essere estremamente complessa se consideriamo il momento drammatico che stiamo tutti  vivendo a causa del coronavirus oltre che il periodo Natalizio che ci accingiamo a trascorre. Al momento questo Ente è in dissesto finanziario per cui  non può disporre di adeguata somma  bilancio finalizzata ad integrare la copertura per la stabilizzazione di tutti e sedici (16) gli LSU, attualmente assegnati a questo Ente”.

Non si capisce se la deroga sia stata chiesta per il momento difficile che stiamo attraversando o per il dissesto del Comune. Nel primo caso il “momento difficile” ha generato un lapsus freudiano agli amministratori quando dovevano ricordarsi di 15 lavoratori ma, stranamente, gli stessi lapsus non gli sono venuti quando dovevano intascare gli stipendi che, nonostante il periodo difficile, hanno continuato a percepire regolarmente. Amministrare è un mestiere difficile e non è per tutti e soprattutto non è per chi non ha a cuore le sorti di 15 lavoratori e con loro le 15 famiglie. Nel secondo caso, invece, come già accaduto in altri Comuni amministrati da persone competenti, grazie all’approvazione della Cosfel e all’inserimento in bilancio diversi sono stati i casi in Italia dove, nonostante il dissesto, sono stati stabilizzati gli Lsu. Inoltre, si parla di difficile situazione economica rimandando tutto al 2021 ma sarebbe interessante comprendere come farà nel 2021 a reperire in bilancio le somme da destinare alla copertura degli Lsu. E poi, non sono finanziate dal fondo per l’occupazione? Ma le “carte” ve le siete lette?

Il sindaco dice che si è fatto promotore con i sindacati per una proroga. Ma non dice che la proroga relativa alle convenzioni Lsu arriva sistematicamente ogni anno da trent’anni a questa parte. Si batte il petto per l'aria. Probabilmente è distratto dalle promesse fatte durante la campagna elettorale del 2016 agli Lsu già stabilizzati.

In un comunicato è stato scritto che il Ministero degli interni, con nota del 21 dicembre 2020 (un giorno DOPO la lettera inviata dal sindaco al Ministero del lavoro)  ha comunicato che la commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (la Cosfel) ha deliberato di condizionare l'approvazione della stabilizzazione degli LSU alla pubblicazione del DPCM di riparto delle risorse di riparto delle risorse, alla  dotazione organica, al piano del fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali previsti dalla normativa vigente per i comuni dissesto finanziario. In pratica hanno confermato quanto detto da me in precedenza. 

Per quanto riguarda i vincoli assunzionali previsti per i Comuni in dissesto finanziario devo precisare alcune cose. Tecnicamente il nostro Comune non può assumere perché è in dissesto finanziario e il Tuel non permette nuove assunzioni agli Enti in deficit. Si sta ipotizzando di ampliare l'organico comunale grazie ad un eventuale deroga ministeriale. Deroga che, se e quando arriverà, permetterà comunque piccole modifiche all'organico fino alla chiusura del dissesto. Come stanno le cose oggi, però, l'amministrazione comunale, grazie alla deroga, dovrebbe: assumere quattro unità full time nel 2021 e quattro unità full time nel 2022, portare gli Lsu già stabilizzati dal 90% al 100% e stabilizzare ex novo 15 nuovi Lsu. In pratica è più probabile che arrivi il mare a Sant'Arpino.

Amministrare è un mestiere difficile e non è per tutti. Sicuramente non è per te, Peppino, “carte alla mano”. Volendo fare una valutazione della gestione della delega al personale ci sarebbero da scrivere pagine e pagine sull'operato del sindaco Giuseppe Dell'Aversana che, da cinque anni a questa parte si è messo probabilmente in testa di rappresentare materialmente le teorie di Jung sulla quaternità: dal 2016 fa il sindaco, l'assessore al bilancio, l'assessore al personale e indirettamente l'assessore alla cultura. Gesù è "uno e trino", Peppino è "uno e quatrino".

Amministrare non è per lui perché per guidare i dipendenti occorrono delle capacità umane e tecniche che un professore saccente e presuntuoso non avrà mai, considerando anche il modus operandi autoritario e per niente autorevole.

Amministrare non è per lui perché l'orologio gira velocemente e Peppino, che ha una certa età, inizia a rimanere fuori dalle partite che contano così come è rimasto fuori dal piano lavoro che la Regione Campania ha avviato l'anno scorso e grazie al quale diversi giovani inizieranno a lavorare presso i Comuni che ne hanno fatto richiesta. Comuni tra cui non figura il Comune di Sant'Arpino.

Amministrare non è per lui perché tre sigle sindacali hanno diffidato il Comune a fine dicembre a pagare le retribuzioni accessorie e lui, che con i dipendenti non è mai andato d'accordo, non sa più a chi deve passare la patata bollente. E sempre i sindacati hanno scritto che, nel caso non dovesse essere raggiunto l'accordo:"Riguardo le responsabilità l’amministrazione pagherà un prezzo politico in quanto incapace di svolgere al meglio il proprio ruolo di indirizzo e controllo". Questo lo scrivono i sindacati, non io.

Amministrare, infine, non è per lui perché l'unica occupazione che ha trovato in questi cinque anni è stata quella a se stesso nel consorzio idrico. Occupazione che, però, costerà molto cara ai santarpinesi.

P.S. “Avete dimenticato di fornire spiegazioni in merito all'installazione dell'albero di Natale in piazza. Di rendere pubblici gli incartamenti, sia quelli tecnici che quelli relativi all'acquisto. Sempre che esistano. Non vogliamo pensare che l'amministrazione "della legalità", del "non sapete leggere le carte" e del "faremo diventare Palazzo Ducale un palazzo di vetro" possa far installare un albero "senza carte" ma semplicemente con un cenno del sindaco, come se fosse il sovrano assoluto. Non può essere andata così ma non può essere neanche caduto dal cielo. Chi ha provveduto al montaggio? Chi l'ha pagato?"

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