Sant’Arpino, Puc, bufera sul sindaco Dell’Aversana. Di Santo:”gli interessi personali degli amministratori priorità assoluta di quest’amministrazione”

SANT’ARPINO. E’ bufera sull’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Dell’Aversana per il provvedimento relativo alla riadozione del Piano Urbanistico Comunale. A scagliarsi contro la maggioranza è stato, ieri, Eugenio Di Santo, presidente del gruppo di opposizione “Alleanza Democratica per Sant’Arpino”.

Dovrebbero lasciare la politica dopo questo provvedimento - ha evidenziato Di Santo - considerando che in un periodo di emergenza come questo, con una pandemia globale che sta mettendo sotto scacco le più grandi potenze mondiali e la crisi economica che sta interessando le famiglie santarpinesi, l’amministrazione a cosa pensa? A portare avanti il piano urbanistico comunale per assicurare ai congiunti dei membri dell’amministrazione licenze edilizie. E proprio il sindaco, che ha sempre parlato di “po-li-ti-ca” e che in campagna elettorale e negli ultimi quattro anni ha sottolineato più volte di essere contro la cementificazione e a favore del verde pubblico, ora fa approvare (senza votare) un provvedimento che prevede ulteriore cemento sul territorio comunale”. 

Un territorio comunale che per densità di popolazione risulta ventesimo in Campania. Con una superficie di 3,2 chilometri quadrati e una popolazione che sfiora i 15mila abitanti Sant’Arpino ha una densità di oltre 4,6 abitanti per metro quadro. Per rendere l’idea è più densamente abitato, tra gli altri, del Comuni di Marano di Napoli, di Afragola, di Torre del Greco, di San Sebastiano al Vesuvio e di Volla, solo per fare qualche esempio.

“E nonostante l’alta densità di popolazione e i proclami sulle aree verdi - ha evidenziato il presidente Ad - il sindaco si è affrettato a far approvare il Puc ma ha dimenticato di dire che lui, e tutti i componenti di questa maggioranza, hanno anteposto gli interessi personali a quelli di una popolazione che chiede a gran voce più aree verdi e zero cemento. Ma, invece, ci sarà più cemento. Molto più cemento. Solo per fare qualche esempio, grazie a questo provvedimento infatti un terreno di circa 20mila metri quadri in via Marconi della famiglia del primo cittadino diventerà edificabile: l’appezzamento in questione era destinato all’edilizia scolastica ma per quest’amministrazione gli appartamenti di proprietà della famiglia del sindaco poeta sono più importanti dell’istruzione dei nostri ragazzi. Non è tutto. Anche un terreno della famiglia del vice sindaco Caterina Tizzano diventerà edificabile: in questo caso si tratta di un terreno in aperta campagna. In pratica sarà l’unico edificio circondato da zone campestri che dovrebbero rimanere campestri ma così non sarà, ALL’INSEGNA DEL CEMENTO! Anche un terreno del consigliere Elpidio Maisto diventerà edificabile. Si tratta di un appezzamento in via Rodari che sarebbe dovuto diventare una piazzetta. Nessuno dei tre potrà votare il provvedimento in consiglio comunale così come non potranno votarlo altri 2-3 consiglieri comunali perché hanno tutti dei conflitti di interessi. In pratica questo Puc passerà alla storia per i conflitti di interessi”. 

"Ci riserviamo di valutare la situazione, che risulta essere molto grave, e presentare un esposto alle autorità competenti. Sarà la magistratura a stabilire se il provvedimento rispetta la legge. Perché per la legge italiana sono i giudici a decidere ma per la morale e le promesse fatte in campagna elettorale il sindaco è venuto meno alle cose dette e questo è sotto gli occhi di tutti".

"Il passato rappresenta un granello di sabbia se paragonato alle immense colate di cemento che porterete sui vostri terreni, aridi come le vostre coscienze" ha concluso Di Santo.

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