Sant’Arpino. Rimozione piante, è bufera su Palazzo Ducale. Falace:”Uno sfregio alla natura. L’amministrazione indebitata spende 4mila euro per rimuovere piante presenti da decenni sul territorio comunale”

SANT'ARPINO. Sono dichiarazioni amare quelle di Milena Falace, cittadina di Sant'Arpino che nei giorni scorsi si è vista improvvisamente recidere grossolanamente le piante presenti sul marciapiede di casa sua.

"La vendetta trasversale è stata consumata e le piante di via Montale e via Plauto sono state estirpate, anzi tagliate alla stregua delle esecuzioni praticate in Medio Oriente dagli estremisti islamici. - ha fatto sapere la santarpinese - Un vero e proprio sfregio alla natura attuato senza scrupoli proprio nella Terra dei Fuochi, dove è in atto da anni un braccio di ferro tra  Camorra e Ambiente, tra Inquinamento e  Salute dei cittadini".

via Pennacchio

"È in tale contesto che un’amministrazione indebitata fino all’osso del collo ha scelto di spendere oltre 4.000 euro per rimuovere una decina di piante - ha evidenziato Falace - presenti da decenni sul territorio e che avevano il solo merito di abbellire e ossigenare l’ambiente. E nonostante negli atti ufficiali si vuole far credere che occorreva consentire alla signora col "port enfant" di passeggiare sul marciapiede, il vero obiettivo è tutt'altro, ha un nome e un cognome, ed è ben noto a tutti. E onestamente dispiace che il geom. Vito Buonomo si sia prestato ad una logica così perversa senza tener debitamente conto dello stato in cui versano decine, se non centinaia, di altri marciapiedi comunali, alcuni dei quali (come quelli di via Pennacchio, via De Gasperi e via Don Sturzo) persino oggetto di "grandi inchieste di camorra". Su uno dei marciapiedi di via Pennacchio, ad esempio, sono state rinvenute negli "atti di tali inchieste" ben due fioriere che tuttora risultano adagiate al medesimo posto. Un marciapiede perciò che le “persone con motorietà ridotta” e quelle con “port enfant” (cito testualmente il contenuto della determina n. 6 del 12.1.2021) non potranno mai percorrere finché non ci sarà un geom. Buonomo che ne ordinerà la rimozione".

"E allora è chiaro che la rimozione andava fatta solo a via Montale angolo via Plauto perché essa doveva saziare gli appetiti di qualche portatore insano di odio. - continua la cittadina - Ma a questo punto la domanda nasce spontanea: sono tutti uguali i marciapiedi? O ce n’è qualcuno più uguale di altri? Sono certa che qualche noto frequentatore di marciapiedi saprebbe offrire ottimi spunti di riflessione e di erudizione. Ma voglio rivolgere la mia domanda al geom. Buonomo e al primo cittadino e chiedere espressamente: le “persone con motorietà ridotta” e quelle con “port enfant” di cui si parla nella determina n. 6 del 12.1.2021, d’ora in poi potranno camminare soltanto lungo quei 15-20 metri che costeggiano via Montale angolo via Plauto? Oppure avranno anche la possibilità e il diritto di circolare sui marciapiedi  di via De Gasperi, Corso Atellano (lato ferrovia),  via Pennacchio, via D’anna Leone (lato cimitero), via Censorino e traverse, via S. Giacomo, via Don Sturzo e ogni altra via del nostro paese sui cui marciapiedi ritroviamo di tutto e di più, dai pali della luce ai segnali stradali, dai gradini di proprietà private alle fioriere, dalle piante alla sterpaglia, e tutto quanto ben visibile nelle foto che qui allego? Attendo fiduciosa una risposta che se sarà affermativa dovrà comportare la ulteriore spesa di tanti altri 4.000,00 euro al giorno, fin tanto che non saranno ripuliti tutti i marciapiedi del paese. Ma prim’ancora sarebbe cosa buona e giusta che qualcuno ripulisse anche la sua coscienza!"

via D'Anna
via San Giacomo
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