Successo a Calitri per la presentazione del volume “Polline di Dio. San Canione, fra leggenda e storia”. Una partecipazione straordinaria suggella il legame tra Sant’Arpino e Calitri

CALITRI. Una partecipazione ben oltre ogni aspettativa ha caratterizzato la presentazione del volume “Polline di Dio. San Canione, fra leggenda e storia”, scritto da Giuseppe Dell’Aversana ed edito dalla Pro Loco di Sant’Arpino, svoltasi nella serata di ieri presso il salone parrocchiale della chiesa di San Canio a Calitri.

La ricorrenza della Festa della Repubblica ha offerto una cornice particolarmente significativa a un evento che ha saputo coniugare cultura, storia, spiritualità e dialogo tra comunità accomunate dalla devozione verso San Canione. La sala, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto un pubblico numeroso e attento, confermando il vivo interesse suscitato dall’opera e dai temi affrontati nel volume.

La nutrita delegazione proveniente da Sant’Arpino, oltre all’autore Giuseppe Dell’Aversana, comprendeva il sindaco Ernesto Di Mattia, il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, il parroco don Alfonso D’Errico, il direttore di PulciNellaMente Elpidio Iorio e diversi rappresentanti del Comitato Festa di San Canione, tra cui Carlo Luongo e Mimmo D’Anna. La visita a Calitri è stata arricchita dalla scoperta delle peculiarità paesaggistiche e artistiche del borgo irpino, nonché da momenti di autentica convivialità e condivisione.

Particolarmente intensa la celebrazione eucaristica concelebrata da don Alfonso D’Errico e da don Cosimo Epifani, parroco di Calitri, che ha preceduto l’incontro culturale e ha rappresentato un ulteriore momento di comunione tra le due comunità.

La presentazione del volume, moderata con competenza da Canio De Rosa del Comitato Festeggiamenti di San Canio, si è aperta con il saluto del neo sindaco di Calitri, Attilio Maria Galgano, che ha dato il benvenuto agli ospiti evidenziando le straordinarie potenzialità culturali, storiche e artistiche del territorio calitrano.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti il sindaco di Sant’Arpino Ernesto Di Mattia, che ha ringraziato la comunità ospitante per la calorosa accoglienza proponendo la prospettiva di un futuro gemellaggio culturale, e don Alfonso D’Errico, che ha portato i saluti di don Mario Puca, parroco di San Canione, soffermandosi sugli antichi legami storici e spirituali tra la figura del vescovo di Atella Elpidio e San Canio.

Significativi anche gli interventi dei presidenti delle Pro Loco di Sant’Arpino e Calitri, Aldo Pezzella e Vitale Zabatta, che hanno ricordato le proficue collaborazioni già avviate negli anni precedenti e manifestato la volontà di rafforzare ulteriormente il rapporto tra le due associazioni attraverso nuove iniziative condivise, con particolare riferimento alla Sagra del Casatiello e a PulciNellaMente.

Di grande spessore culturale l’intervento di monsignor Tarcisio Luigi Gambalonga, vicario generale dell’arcidiocesi e responsabile dei beni culturali ed artistici, che ha richiamato l’attenzione sul valore del patrimonio religioso locale quale elemento fondante dell’identità delle comunità e strumento privilegiato di trasmissione della memoria collettiva.

Apprezzatissima anche la relazione di Angela Toglia del Centro Studi Calitrano, che ha ripercorso la complessa e affascinante storia della chiesa di San Canio, più volte distrutta e ricostruita nel corso dei secoli a seguito dei devastanti eventi sismici che hanno interessato l’Irpinia.

A concludere la serata è stato l’autore Giuseppe Dell’Aversana, che con rigore scientifico, chiarezza espositiva e profonda passione divulgativa ha accompagnato il pubblico in un articolato percorso attraverso la vicenda storica di San Canione e delle sue reliquie, offrendo nuovi spunti di riflessione sul rapporto tra tradizione, fede e ricerca storica. Il suo intervento ha suscitato vivo interesse e partecipazione, contribuendo a rendere l’incontro un autentico momento di crescita culturale e spirituale.

La manifestazione si è conclusa in un clima di sincera fraternità con un conviviale buffet, impreziosito dai tradizionali casatielli offerti dalla delegazione santarpinese, simbolo di un legame che, attraverso la cultura e la devozione, appare oggi più saldo che mai.

L’eccezionale successo dell’iniziativa rappresenta un importante tassello nel percorso di valorizzazione della figura di San Canione e testimonia come il dialogo tra comunità, la riscoperta delle radici storiche e la promozione della cultura possano costituire strumenti efficaci per costruire relazioni durature e feconde tra territori uniti da una comune eredità spirituale.

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