Sant’Arpino. Campo sportivo, il Gruppo Misto attacca:”Una palestra inaugurata non cancella cinque anni di sport dimenticato. Negli spogliatoi vive una famiglia di origine straniera”
SANT'ARPINO. «Un nastro tagliato e tante passerelle non possono cancellare cinque anni di totale disinteresse verso lo sport cittadino». È una presa di posizione dura e senza mezzi termini quella del gruppo consiliare "misto" che arriva all'indomani dell'inaugurazione della palestra del plesso "Cinquegrana" da parte del sindaco Ernesto Di Mattia. Mentre l'amministrazione festeggia la riapertura della struttura scolastica, si levano forti le proteste sullo stato di grave degrado e abbandono in cui versa il campo sportivo comunale "Ludi Atellani". Un impianto lasciato morire lentamente — denunciano i consiglieri comunali di minoranza Salvatore Lettera, Francesco Pezone e Mimmo Cammisa — costringendo le società locali e le giovani atlete e atleti a trasferirsi nei comuni limitrofi come Aversa e Cesa pur di allenarsi ed esibirsi.
"Ieri il sindaco Ernesto Di Mattia ha inaugurato la palestra dell’Istituto Cinquegrana e, come da copione, sono arrivate le foto, i sorrisi e le dichiarazioni sulla “casa per lo sport” e sulla crescita dei nostri giovani.
Tutto bello. Peccato che, mentre si tagliano nastri e si fanno passerelle, a Sant’Arpino dalle dimissioni di Luigi Mondo del 31 maggio 2023 non c’è un delegato allo sport e da cinque anni esiste una struttura sportiva comunale che continua a morire lentamente: il campo sportivo Ludi Atellani.
Quello, però, evidentemente non merita inaugurazioni.
Un impianto che avrebbe dovuto essere il cuore dello sport cittadino è stato lasciato in condizioni sempre più degradate, senza una piena fruibilità e senza quella soluzione amministrativa definitiva che una Giunta avrebbe dovuto trovare.
E il risultato lo hanno visto tutti:
la squadra di calcio costretta ad allenarsi e giocare fuori Sant’Arpino, ad Aversa;
eventi e attività sportive organizzati addirittura sul campo di un Comune limitrofo, come Cesa;
spogliatoi e servizi igienici in condizioni indecorose, con un bagno del campo sportivo che non consente agli atleti di usufruire normalmente delle docce e dei servizi che, secondo quanto segnalato, è stato persino occupato da una famiglia di stranieri estranea alla struttura;
un impianto comunale che ancora oggi non rappresenta quella struttura sportiva dignitosa che una comunità dovrebbe poter offrire ai propri ragazzi.
E dopo cinque anni di amministrazione, siamo ancora qui.
Si è parlato di gestione, di soluzioni, di project financing, di rilancio dell’impianto. Ma il punto è semplice: il Ludi Atellani continua a non essere restituito pienamente alla città.
E allora una domanda è inevitabile:
che senso ha parlare di “casa per lo sport” quando la casa dello sport comunale viene lasciata andare in rovina?
Lo sport non è una foto con il pallone in mano.
Non è un nastro da tagliare.
Non è una passerella istituzionale.
Lo sport è garantire ai nostri ragazzi strutture sicure, agibili, dignitose e realmente utilizzabili.
In questi cinque anni Sant’Arpino ha visto i propri giovani sportivi andare ad allenarsi e a giocare nei Comuni vicini.
E questo dovrebbe essere motivo di riflessione, non di propaganda.
Perché mentre si inaugurano nuove strutture, il Ludi Atellani aspetta ancora di essere restituito alla sua comunità.
E questa, più che una passerella, è una questione politica e amministrativa che merita risposte.
Cinque anni sono tanti.
Le foto passano. Gli atti restano.
E il Ludi Atellani è ancora lì, a raccontare quello che non è stato fatto.
Nei prossimi giorni protocolleremo una serie di richieste per fare luce sulla gestione, molto poco chiara, della struttura".

